Partito dei Comunisti Italiani - Federazione di GROSSETO   
Via D'Azeglio n. 3 -  tel. 0564 24858 - 
e-mail: comunisti_italiani@yahoo.it

CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA.
CHI SEMINA BOMBE PUO' RACCOGLIERE DEMOCRAZIA?

di Maura COSSUTTA   

2 aprile 2003

 

Scrivere mentre è in corso il massacro di civili iracheni diventa ogni giorno più difficile, ma, per chi è spettatore di una guerra che non avrebbe voluto e della quale vorrebbe vedere la fine immediata, resta solo l'impotenza e la disperata possibilità di riflettere sui perché di tutto ciò. Ci è stato detto che questa è una guerra per portare la democrazia in Iraq, posto che a questa motivazione oggi ci credono solo Berlusconi e Tajani, vorrei per un momento prenderla per vera, così facendo mi vengono in mente una serie di "ma".
Ma dove erano gli Stati Uniti (intendendo il governo americano e la sua politica, non i cittadini americani) quando tiranni sanguinari, tanto e più di Saddam, perseguitavano, uccidevano e torturavano le popolazioni del Cile, del Venezuela, dall'Argentina?
Dove erano gli Stati Uniti ed il civile occidente quando da oltre 15 anni il popolo curdo e i comunisti iracheni venivano sterminati da Saddam Hussein?
Ma dove sta la democratica America quando usa ancora la pena di morte?
Di Saddam non parlo perché non casco nel gioco sciocco di definirlo oggi "dittatore sanguinario", in molti lo abbiamo sempre riconosciuto come tale ieri, 8 mesi fa, 12 anni fa. Lo stesso non hanno fatto quei governi che avevano affari di vario tipo con il dittatore Saddam, quegli stessi governi che ora informano il mondo intero che in Iraq, inaspettata scoperta, vi è un terribile tiranno da abbattere.
Ma poi è veramente possibile seminare bombe e raccogliere democrazia? E' possibile costruirla sulle macerie dei corpi senza vita di un popolo del quale si è voluta avvilire anche la cultura e la civiltà?
La democrazia non si esporta sulle navi piene di soldati, si costruisce con il dialogo, lo scambio, la conoscenza, il rispetto, con l'aiuto ed il sostegno politico.
Con l'atteggiamento dei "liberatori armati" si sta facendo di un criminale un eroe, al quale oggi il mondo arabo, illudendosi, chiede la soluzione dei numerosi problemi che lo affliggono e dei quali mai l'occidente, nonostante appelli e risoluzioni Onu, si è fatto carico.

 

    < torna