|
L'Italia, la vostra Italia, ora apprezza la guerra. Sono le parole del
presidente del consiglio, che ha apprezzato la decisione americana di
entrare in guerra. Senza alcuna legittimazione internazionale, violando
la Costituzione, distruggendo l'unità europea. In spregio alle parole
del pontefice, che pure avete ipocritamente applaudito in quest'aula.
Milioni di donne e uomini hanno manifestato contro la guerra. Li avete
ignorati o derisi.
L'onorevole Berlusconi apprezza la guerra.
E' terribile. E non so neppure se ve ne rendete conto sino in fondo. Il
governo va avanti, indossa l'elmetto, obbedisce agli ordini.
Dopo questa guerra, di evidente stampo colonialista, dopo altre
centinaia di migliaia di morti innocenti, dopo altre distruzioni -
queste sì, di massa -, dopo decine di migliaia di profughi che avremo
il dovere di accogliere nel nostro Paese, nulla sarà più come prima.
L'equilibrio mondiale è definitivamente in frantumi. L'America non è
mai stata così forte, ma al contempo non è mai stata così debole.
Vive come in un fortino assediato. E' contro l'Onu, contro i principali
Stati europei, contro la Russia, contro la Cina, contro l'intero popolo
islamico, sparso in tre continenti. Un fortino assediato che si prepara
alla guerra preventiva, ma anche permanente. E l'Italia, con l'America,
chiusa dentro a quel fortino. Assediati anche noi, ma ben più deboli,
molto più esposti alle rappresaglie, alle vendette, al terrorismo.
E' la nuova guerra globale, contro cui esiste solo il terrorismo
globale. Nemico mortale, certo. Ma che non si combatte con la guerra:
perché il terrorismo è alimentato proprio dai morti, dagli embarghi,
dalla disperazione, dall'odio, dalla paura. La tragedia palestinese lo
insegna. Ma siete ciechi. O, meglio, non volete vedere.
La guerra era già decisa. Una guerra intrapresa non già per rovesciare
un tiranno - a suo tempo aiutato e finanziato dagli Usa, quando Saddam
serviva contro un altro nemico. La guerra serve ad occupare un'area
strategica del mondo e i suoi pozzi di petrolio.
Avete già concesso, in spregio alla Costituzione - che prevede un voto
del Parlamento che non c'è ancora stato - basi, sorvolo del territorio
nazionale, piloti italiani, l'intero trasporto civile. E i nostri
alpini, in Afghanistan, sono impegnati in azioni di guerra, in
sostituzione di truppe di altri Paesi che andranno in Irak. Noi
comunisti italiani vi chiediamo che vengano ritirati: e bene abbiamo
fatto, a suo tempo, a votare contro quella spedizione.
Siamo già in guerra. Una guerra che non prevede confini o limiti
temporali. Che non esclude - lo ha dichiarato il ministro della difesa
americano - l'impiego dell'arma nucleare.
Ma vi rendete conto? Vi rendete conto in quale tragedia immane state
conducendo il nostro popolo?
Decenni di politica di pace, di cooperazione, di confronto con il mondo
arabo, tra culture e religioni diverse, decenni di positiva attività
diplomatica sono andati in fumo. Ora l'Italia è priva di uno straccio
di politica estera autonoma.
Grazie a voi, l'Italia è considerata un paese di servi. E' un amara
constatazione, ma è la verità.
Dobbiamo continuare a batterci per la pace, anche dopo che saranno
iniziati, ahimè, i bombardamenti. Saremo al fianco dei lavoratori che
hanno indetto gli scioperi, saremo nelle manifestazioni, nelle
assemblee, ovunque vi siano donne e uomini che intendono continuare a
battersi contro la guerra. Perché tutti noi abbiamo un dovere.
La mia generazione ha ricevuto un regalo grandissimo dai nostri
genitori. Ed io me ne sono reso conto solo ora che è in pericolo. Il
regalo di averci fatto nascere, crescere e diventare adulti in un'Italia
amante della pace. Regalo che non ha prezzo. E che i nostri genitori
hanno conquistato con la Resistenza e la Costituzione. Oggi noi abbiamo
il dovere di cercare di fare ai figli della nostra generazione un
analogo regalo. Nascere, crescere e diventare adulti in una Italia
altrettanto amante della pace. Sarà purtroppo difficilissimo nella
nuova e tragica situazione che state determinando.
Ma noi lo faremo con tutte le nostre forze. Dedicheremo alla causa della
pace ogni nostra energia. E' il tragico compito di fronte al quale ci
troviamo, per colpa di una classe dirigente irresponsabile e criminale.
A questo compito, state pur certi, noi non ci sottrarremo. Questa sporca
guerra la farete non in nostro nome.
|