Ignobili e falsi
attacchi al Pdci
Manteniamo il manifesto della manifestazione della pace come risposta agli
attacchi falsi e strumentali di cui il Pdci è stato vittima. Fassino e D'Alema
ci hanno additato come i mandanti della contestazione a Fassino. E'
un'accusa ignobile, falsa e strumentale, fatta a freddo. La verità è che
hanno paura dei consensi che stiamo ricevendo, anche all'interno delle
loro fila. Il Pdci è da sempre, dal momento della sua costituzione, un
partito che si batte per l'unità della sinistra. Ma, da sempre, tiene
anche alla sua autonoma identità. Ci è consentito criticare una
manifestazione contro il terrorismo che vede i Ds al fianco di An e di
Forza Italia? Ed è in buona fede chi dice che con la nostra critica
abbiamo armato la mano dei contestatori? O i Ds non dovrebbero invece
riflettere sulle reazioni che i loro atti hanno determinato, dal non voto
sul ritiro dei militari dall'Iraq fino alla manifestazione bipartisan?
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Diliberto a Radio Anch'io
Ufficio Stampa
23 marzo 2004 |

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Decine e decine di
domande: dal decreto "salvacalcio" alla responsabilità delle banche e di
Bankitalia nel caso Parmalat; dall'uccisione di Yassin, leader di Hamas
all'unità delle sinistre; dalle elezioni europee alle truppe in Iraq;
dai rapporti con gli Usa alla lotta al terorismo, alla contestazione a
Fassino. Si tratta di brevissimi sunti delle agenzie che riportiamo sul
sito per conoscenza delle compagne e dei compagni.
Banche e
Bankitalia
(ANSA) ''Sono
l'unico a sinistra, credo, e se sbaglio faccio ammenda, ad avere
attaccato Fazio, che ha delle pesantissime responsabilità''. Oliviero
Diliberto, a Radio Anch'io, ricorda la posizione del suo partito sulla
vicenda Parmalat e in generale sulla tutela dei risparmiatori. Il
segretario del Pdci parte dall'esempio di sua madre, che come tanti
altri risparmiatori è andata in banca e si è fatta consigliare su come
investire i propri soldi, e osserva: ''Le banche hanno delle
responsabilità pesantissime in questa vicenda. E nel caso Parmalat
abbiamo scoperto che per 13 anni, che sono un'enormità, nessuno si è
accorto di quello che stava succedendo: né il consiglio
d'amministrazione, né il collegio dei sindaci o i revisori dei conti, né
l'Antitrust, la Consob, la Banca d'Italia, la Guardia di Finanza e il
ministro dell' Economia''. ''Non è possibile - aggiunge Diliberto - che
nessuno per 13 anni si sia accorto di niente. E' evidente che c'erano
coperture politiche che impedivano di andare a guardare dentro queste
cose''. ''La magistratura - sostiene il segretario del Pdci - fa bene a
indagare sulle banche, che sono una colossale associazione per fregare i
cittadini... hanno continuato fino all'ultimo a suggerire le azioni
Parmalat, quando è ovvio che sapevano''.
Decreto
Salvacalcio
(ANSA) ''Trovo
scandaloso il fatto che qualunque società che ha accumulato debiti
fallisca, porti i libri in tribunale, e le società di calcio no''.
Oliviero Diliberto, a Radio Anch'io, ha commentato così l'eventualità
che il governo approvi un decreto spalma-debiti per aiutare le società
di calcio in difficoltà finanziarie.
Uccisione
Yassin
(ANSA) ''E' una
cosa da pazzi''. Così Oliviero Diliberto commenta l'uccisione del capo
di Hamas, sceicco Yassin, a Radio Anch'io. Il segretario del Pdci
ricorda di essere stato in Israele un anno fa, e di essere rimasto
colpito dal titolo di un giornale
israeliano: 'Occhio per occhio, così il mondo diventerà cieco'.
''Continuando di questo passo - osserva - la violenza genererà altra
violenza e temo che questa uccisione mirata porterà ad ulteriori morti,
stragi, kamikaze e quant'altro''. ''Temo che il governo israeliano -
aggiunge Diliberto - non abbia chiaro quello che sta succedendo e quello
che ancora può succedere. Dal muro (pensavo che non se ne sarebbero più
costruiti nel mondo, dopo la caduta di quello di Berlino) fino a queste
uccisioni mirate, all' umiliazione di un intero popolo, ho l'impressione
che la sicurezza di Israele sarà sempre più a rischio''. Secondo
Diliberto, ''la sicurezza gli israeliani potrebbero averla se nascesse
uno Stato palestinese''.
(Adnkronos) Il
leader dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, ospite di 'Radio
anch'io', nel ribadire la ''fermissima condanna'' per l'uccisione dello
sceicco arabo Yassin, aggiunge: ''Non si combatte il terrorismo
uccidendo i capi fazione. E' aberrante. Un Paese democratico non elimina
fisicamente i terroristi, li arresta semmai''.
Lista della Pace
(ANSA) ''Sono a
sinistra della lista unitaria, ma mi ritengo collegato''. Oliviero
Diliberto, a Radio Anch'io, afferma che la posizione del Pdci non è
antiunitaria, anzi definisce ''essenziale l'unità del centrosinistra'' e
ricorda che, a suo tempo, ha fatto una scissione dal partito di
Bertinotti per consentire la prosecuzione del governo dell'Ulivo nella
passata legislatura.
Il segretario del Pdci ribadisce che, in vista delle elezioni europee,
sarebbe stato meglio che l'area cosiddetta radicale si riunisse in una
sorta di ''lista della pace'' e si rammarica del fatto che la sua
proposta non sia stata accettata.
''Io ritengo che la formazione della lista unitaria - osserva Diliberto
- ponga un problema, perché queste formazioni che si uniscono per le
europee hanno tra loro opinioni molto diverse su tanti temi: pensioni,
salari, giustizia. Eppure, fanno la lista
insieme. A sinistra del triciclo, abbiamo opinioni largamente
coincidenti: noi, il 'Correntone' Ds, Rifondazione, i Verdi. Io ho
proposto - ricorda - di metterci insieme e fare una 'lista della pace e
del lavoro'. Una unione in forma confederale - spiega - nel senso che
ciascuno mantiene le proprie identità, i propri simboli, per provare ad
unificare e invertire, così, la maledizione della sinistra, che è quella
di dividersi sempre''. ''Io l'ho proposta, e ahimé - conclude - gli
altri non ci sono stati''.
Elezioni europee
(Adnkronos) Il
leader dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto, ospite di 'Radio
anch'io', è convinto che il risultato delle elezioni europee non sarà
affatto favorevole al centro-destra. ''Secondo me, prenderanno una
sberla colossale e il governo avrà difficoltà a non sfaldarsi'',
afferma. Ad un ascoltatore che gli chiedeva se dopo una eventuale
sconfitta alle europee, il governo dovesse andare a casa, Diliberto ha
risposto: ''Il secondo governo D'Alema è caduto dopo le elezioni
regionali. Le elezioni, infatti, anche se diverse dalle politiche,
registrano l'orientamento del Paese. A giugno si verificherà se il
governo sia in sintonia o meno con i cittadini''.
Ritiro truppe
dall'Iraq
(Adnkronos) - ''Io
non sono per un Iraq abbandonato a se stesso. Ritengo, però, che le
truppe attuali che hanno fatto la guerra e vengono percepite dalla
popolazione come
truppe d'occupazione, vengano sostituite da truppe dell'Onu che vengano,
a loro volta, percepite realmente come truppe di pace''. Lo ha detto il
leader dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, ospite di 'Radio
anch'io'.
Rapporti con gli
Usa
(Adnkronos) - ''Nel
passato l'Italia aveva rapporti da alleato con gli Stati Uniti, ma si
tenevano anche rapporti amichevoli sia con Israele che con la Palestina
ed altri Paesi del Medio Oriente. La linea di Andreotti, Moro e Craxi è
stata buttata a mare da questo governo ed ora non abbiamo più rapporti
con il Medio Oriente''. Lo ha detto il leader dei Comunisti italiani,
Oliviero Diliberto, a 'Radio anch'io', sottolineando come l'Italia,
attualmente, sia troppo prona alle richieste degli Stati Uniti. ''Il
terrorismo è arrivato in Europa -prosegue- perché abbiamo consentito
l'appoggio logistico e militare agli Stati Uniti e così siamo diventati
degli obiettivi per i terroristi''.
Contestazione a Fassino
(Adnkronos) - Il
leader dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, risponde dalla
trasmissione 'Radio anch'io' a quanti hanno puntato il dito contro la
sinistra, accusata di essere incapace di governare, dopo la
contestazione del segretario Ds, Piero Fassino, alla marcia di sabato, e
le polemiche nate dentro l'Ulivo.
''Io sono stato già al governo per due volte con D'Alema - dice
Diliberto - Ero al governo quando ci fu la guerra in Kosovo e noi dei
Comunisti italiani eravamo contrari ai bombardamenti di Belgrado.
Tuttavia, non siamo usciti dal governo per senso di responsabilità, per
non far cadere l'esecutivo D'Alema, guidato da un uomo di sinistra''.
''Secondo me l'episodio si sarebbe già chiuso - prosegue il leader del
Pdci - se non fosse stato enfatizzato. Si è dato modo alla destra di
strumentalizzare quanto è accaduto e si è perso anche troppo tempo a
parlare di cento fessi, che hanno provocato la contestazione''.
(Adnkronos) - ''Sinistra non vuol dire estremismo. Ma cambiare le cose
in modo pacifico e democratico''. Lo ha detto il leader dei Comunisti
italiani, Oliviero Diliberto, ospite di 'Radio anch'io'. Diliberto ha
chiarito agli ascoltatori che l'alleanza con Ds e Margherita è più
solida che mai e che tutti insieme, nell'Ulivo, hanno l'ambizione di
governare. ''Una forza politica ha come scopo quello di governare,
perché il potere è mezzo per realizzare le riforme - prosegue Diliberto
- Non ho nessuna nostalgia della sinistra protestataria, a cui non ho
mai partecipato perché stavo nel Pci''.
''Anzi, vorrei essere al governo. Non io, ovviamente, ma il mio partito
-prosegue Diliberto - ma dire che per andare al governo bisogna essere
solo moderati, non sta né in cielo né in terra - aggiunge Diliberto -
Infatti noi lavoriamo per spostare l'asse dell'Ulivo a sinistra, per
ascoltare più da vicino tutti quelli che non arrivano a fine mese. Ma
bisogna stare al governo per cambiare le cose''.(ANSA) - ''Siamo stati
aggrediti a freddo, evidentemente c'è qualche nervosismo nei Ds. Ma per
me la vicenda è chiusa''. Oliviero Diliberto, a Radio Anch'io, torna a
parlare della manifestazione pacifista di sabato e della polemica
scoppiata dopo le contestazioni a Piero Fassino, respingendo le accuse
rivolte dal leader della Quercia al Pdci.
''Il sospetto che noi siamo stati i mandanti morali mi amareggia'', dice
Diliberto, che parla di un ''incidente che è stato enfatizzato,
strumentalizzato, soprattutto dalla destra''.
''L'idea che non si possa criticare Piero Fassino per lesa maestà -
sostiene il segretario del Pdci - è fuori del mondo. Io l'ho criticato
perché è andato con Berlusconi, con la
destra, a quella manifestazione bipartisan contro il terrorismo''.
Nel corso della trasmissione ci sono molte telefonate degli ascoltatori
che criticano gli episodi di intolleranza verso Fassino. E il segretario
del Pdci ribadisce l'estraneità del suo partito da quegli episodi:
''L'idea che io possa controllare i 'disobbedienti' o un centinaio di
imbecilli non sta né in cielo né in terra''. Diliberto, comunque, tende
a minimizzare l'episodio: ''Fassino ha ricevuto qualche fischio, qualche
spintone, sono
cose deprecabili, io condanno la violenza, la condanno sinceramente, ma
nelle manifestazioni queste cose possono accadere''. ''Io stavo nello
spezzone di corteo col Pdci - sottolinea Diliberto - e non mi sono
accorto di niente. Dopodiché, arrivato a casa, ho saputo della nota
della segreteria Ds, che sommariamente diceva che il tutto era colpa di
Diliberto... ripeto, sono amareggiato''.
Infine, un ascoltare lamenta il fatto che si è parlato solo dei fischi e
degli spintoni, e non della manifestazione a favore della pace.
Diliberto si dice ''completamente d'accordo'' e sull'incidenti osserva:
''Non ne avrebbe parlato nessuno se non
fosse stato così enfatizzato''. |