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La segreteria nazionale si stringe con
affetto e con stima al suo presidente,
oggetto di una campagna infamante e vigliacca.
La sua fulgida figura di partigiano e politico integerrimo, di comunista
esemplare, viene colpita per colpire il Pdci e, non per ultimo, l'intero
scheiramento del centro-sinistra, quello che ha governato fino al 2001 e
che tornerà a governare nel 2006.
Il tentativo in atto di mistificare la storia recente ha il suo
contrappunto nel revisionismo ormai imperante.
Di fronte allo scempio che questo governo fa della democrazia, della
giustizia, della Costituzione, dei diritti sociali e civili, il ricorso ad
attacchi tanto furibondi quanto infondati ad una figura emblematica della
politica statuale svela il livello morale e culturale dei cortigiani
utilizzati allo scopo e la debolezza politica profonda di Berlusconi e del
suo governo. |
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LA DICHIARAZIONE DI
ARMANDO COSSUTTA |
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La campagna anticomunista di Vittorio
Feltri e del suo giornale serve
soltanto a rafforzare il prestigio dei comunisti, quelli di ieri e quelli
di sempre.
Per quanto riguarda la mia persona non occorre che io risponda: è la mia
vita che smentisce ogni calunnia. Hanno comunque già risposto i nostri
legali con una pesante querela, chiedendo ad ognuno dei giornali che hanno
ripreso quelle calunnie danni per un milione di euro. E finalmente sarò un
uomo ricco.
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LA DICHIARAZIONE DI
OLIVIERO DILIBERTO |
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L'infame
campagna anticomunista scatenata
contro l'integerrima figura politica e personale del presidente del nostro
partito, Armando Cossutta, non meriterebbe nemmeno una risposta se non
chiamasse in causa anche la linea politica del partito. L'idea che ben tre
governi della Repubblica siano stati tenuti in ostaggio, ed al contempo
aiutati, con l'obiettivo di tenere nascoste presunte "rivelazioni"
contenute nel dossier Mitrokhin, è semplicemente una colossale sciocchezza
dettata da una bizzarra, patologica ossessione di quell'altrettantto
bizzarro personaggio che è Paolo Guzzanti.
Le ricostruzioni fornite da Guzzanti, e riprese scelleratamente da alcuni
giornali, sono destituite di ogni fondamento: basterebbe rileggersi gli
atti parlamentari relativi alla vicenda del governo Dini che fu osteggiato
in maniera asperrima dall'allora gruppo dirigente di Rifondazione
comunista ed in particolare dal suo presidente Armando Cossutta, sino al
punto da ottenerne le dimissioni nel dicembre del '95. La battaglia
condotta da Armando Cossutta e da alcuni di noi fu a tal punto acuta da
indurre un gruppo di deputati in disaccordo con quella linea, guidati
dall'allora capogruppo Famiano Crucianelli, ad uscire addirittura dal
partito.
La montatura politica è dunque evidente.
Le calunnie personali contro Armando Cossutta sono smentite in maniera
inequivoca dalla dirittura morale ineccepibile dimostrata in un'intera
esistenza fondata sulla coerenza ed il rigore: di tali infamanti accuse i
responsabili risponderanno di fronte alla giustizia italiana. Ma la
circostanza che oscuri personaggi impieghino tanto del loro tempo (nonché
mucchi di denaro pubblico) per infamare i Comunisti Italiani, è segno che
facciamo ancora paura alla parte peggiore del Paese. E di ciò siamo
orgogliosi. |