Partito dei Comunisti Italiani - Federazione di GROSSETO   
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CASO MITROKIN


IL COMUNICATO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE PDCI
Ufficio stampa Roma, 8 ottobre 2004

 

La segreteria nazionale si stringe con affetto e con stima al suo presidente, oggetto di una campagna infamante e vigliacca.
La sua fulgida figura di partigiano e politico integerrimo, di comunista esemplare, viene colpita per colpire il Pdci e, non per ultimo, l'intero scheiramento del centro-sinistra, quello che ha governato fino al 2001 e che tornerà a governare nel 2006.
Il tentativo in atto di mistificare la storia recente ha il suo contrappunto nel revisionismo ormai imperante.
Di fronte allo scempio che questo governo fa della democrazia, della giustizia, della Costituzione, dei diritti sociali e civili, il ricorso ad attacchi tanto furibondi quanto infondati ad una figura emblematica della politica statuale svela il livello morale e culturale dei cortigiani utilizzati allo scopo e la debolezza politica profonda di Berlusconi e del suo governo.

LA DICHIARAZIONE DI ARMANDO COSSUTTA

La campagna anticomunista di Vittorio Feltri e del suo giornale serve soltanto a rafforzare il prestigio dei comunisti, quelli di ieri e quelli di sempre.
Per quanto riguarda la mia persona non occorre che io risponda: è la mia vita che smentisce ogni calunnia. Hanno comunque già risposto i nostri legali con una pesante querela, chiedendo ad ognuno dei giornali che hanno ripreso quelle calunnie danni per un milione di euro. E finalmente sarò un uomo ricco.


LA DICHIARAZIONE DI OLIVIERO DILIBERTO

L'infame campagna anticomunista scatenata contro l'integerrima figura politica e personale del presidente del nostro partito, Armando Cossutta, non meriterebbe nemmeno una risposta se non chiamasse in causa anche la linea politica del partito. L'idea che ben tre governi della Repubblica siano stati tenuti in ostaggio, ed al contempo aiutati, con l'obiettivo di tenere nascoste presunte "rivelazioni" contenute nel dossier Mitrokhin, è semplicemente una colossale sciocchezza dettata da una bizzarra, patologica ossessione di quell'altrettantto bizzarro personaggio che è Paolo Guzzanti.
Le ricostruzioni fornite da Guzzanti, e riprese scelleratamente da alcuni giornali, sono destituite di ogni fondamento: basterebbe rileggersi gli atti parlamentari relativi alla vicenda del governo Dini che fu osteggiato in maniera asperrima dall'allora gruppo dirigente di Rifondazione comunista ed in particolare dal suo presidente Armando Cossutta, sino al punto da ottenerne le dimissioni nel dicembre del '95. La battaglia condotta da Armando Cossutta e da alcuni di noi fu a tal punto acuta da indurre un gruppo di deputati in disaccordo con quella linea, guidati dall'allora capogruppo Famiano Crucianelli, ad uscire addirittura dal partito.
La montatura politica è dunque evidente.
Le calunnie personali contro Armando Cossutta sono smentite in maniera inequivoca dalla dirittura morale ineccepibile dimostrata in un'intera esistenza fondata sulla coerenza ed il rigore: di tali infamanti accuse i responsabili risponderanno di fronte alla giustizia italiana. Ma la circostanza che oscuri personaggi impieghino tanto del loro tempo (nonché mucchi di denaro pubblico) per infamare i Comunisti Italiani, è segno che facciamo ancora paura alla parte peggiore del Paese. E di ciò siamo orgogliosi.

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