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Dichiarazione della Segreteria Provinciale dei
Comunisti Italiani
Dall’inizio dell’anno solo in
Toscana sono morti 31 lavoratori ed è un dato in aumento. Nel 2004 in Italia
sono morti 1400 lavoratori di cui il 20 % sono stranieri, il 50 % “dipendenti”
da ditte in subappalto.
Noi Comunisti Italiani sul tema dell’appalto e
subappalto abbiamo presentato una proposta di legge regionale per eliminare
dagli appalti pubblici la facoltà di ricorrere per le ditte aggiudicatrici al
subappalto. Le ditte subappaltatrici per stare nei costi e per garantirsi un
margine di guadagno, sono costrette a tagliare i costi della sicurezza e il
costo della manodopera.
Noi Comunisti Italiani avvertiamo forte l’impressione che la questione lavoro
stia diventando una vera e propria emergenza. Un’emergenza sociale, che priva le
persone della naturale speranza nel futuro, un’emergenza economica per l’intero
Paese, che sta provocando danni terribili.
Questa situazione drammatica non è riservata solo
ai giovani in cerca di prima occupazione, giovani quasi sempre senza qualifiche
o con qualifiche molto alte, ma anche a persone insospettabili, quarantenni e
cinquantenni disoccupati di ritorno espulsi da quelle aziende che consideravano
punti fermi della loro vita e per i quali trovare nuove possibilità d’impiego
diventa arduo e impossibile.
Ci sono lavoratori che lottano con le unghie e coi denti contro la
delocalizzazione delle loro aziende verso Paesi con costo della manodopera più
basso (e quindi profitti più alti).
Da qui l’aumento del lavoro precario e del lavoro insicuro. E’ fondamentale che
le Asl, come per legge, investano il 5% del loro bilancio in prevenzione con
interventi finanziati mirati.
La politica, le istituzioni devono uscire da questo limbo silenzioso, dobbiamo
tutti insieme impedire alle società, alle ditte di poter utilizzare la vita di
un lavoratore, la sua dignità di uomo come se fosse un gioco. Un gioco crudele
che molto spesso uccide.
Grosseto, 25 maggio 2005
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