|
Non
è sufficiente dire si o no all’autostrada a prescindere.
La domanda è: ci sono le risorse economiche per
mettere almeno in sicurezza la superstrada ed eliminare tutti quei terribili
pericoli, come ad esempio gli incroci a raso nella parte Sud della provincia?
Prima di aprire il dibattito su che cosa fare: se
è meglio l’autostrada e/o l’adeguamento dell’attuale Aurelia, è opportuno sapere
quali e quante sono le risorse economiche disponibili.
Come è noto, il tratto mancante del
percorso autostradale che da Roma giunge al confine con la Francia è quello tra
Civitavecchia e Livorno. Più esattamente: da Civitavecchia a Grosseto c’è solo
la S.S.1 Aurelia, ancora in parte (20 Km) a due corsie complessive, assai
pericolosa soprattutto per l’elevato numero di attraversamenti a raso e la
mancanza di barriera centrale; da Grosseto fino allo svincolo di Rosignano
Marittimo (dove ricomincia l’autostrada A12) esiste invece la c.d. “Variante
Aurelia”, con caratteristiche superstradali, ma ugualmente critica per quanto
concerne la sicurezza vista la mancanza delle corsie di emergenza.
Questo tratto mancante è al centro, da 30
anni, di una diatriba che vede Governi, regioni, province, enti locali e forze
politiche in aperto contrasto. L’Aurelia, nel tratto Grosseto-Civitavecchia, è
una delle strade più pericolose d’Italia con una media di incidenti doppia di
quella nazionale.
Adesso dobbiamo davvero trovare la soluzione
migliore per garantire la sicurezza stradale e allo stesso tempo non danneggiare
un patrimonio paesaggistico, agricolo e turistico bellissimo come il nostro.
Nell’individuazione delle scelte, nell’eventualità
di un ammodernamento della attuale superstrada in Autostrada, si dovrà tenere
conto che la zona interessata vive sostanzialmente di turismo e che ha necessità
di tutte le attuali uscite di collegamento con il territorio.
E si dovrà tenere conto che, essendo l’unica
strada a disposizione dei cittadini, dovrà essere gratuita per tutti i residenti
della Provincia di Grosseto.
Ciò che salta agli occhi, ancora una volta, è che
manca il confronto fra gli enti locali, la provincia, la regione e le forze
politiche per trovare la giusta sintesi delle posizioni.
O forse manca la volontà (per motivi che restano
sottotraccia).
Noi Comunisti Italiani chiediamo al Ministero,
alla Regione e alla Provincia di Grosseto di superare posizioni ideologiche e di
imporsi un dialogo aperto e costruttivo al fine di mettere finalmente in
sicurezza tutta l’Aurelia da Livorno a Civitavecchia. I cittadini ringraziano.
Grosseto, 25 luglio 2005 |