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Si è conclusa nei giorni scorsi la trattativa tra i lavoratori della
Tioxide e l’Azienda. Il sindacato ha chiuso una trattativa che si annunciava
difficile ed imprevedibile viste le intenzioni dichiarate dalla Società Tioxide
di ridimensionare il personale ed avviare lo smembramento della società con la
terziarizzazione.
L’accordo prevede il mantenimento delle strutture di manutenzione e di
laboratorio al fine di garantire la sicurezza degli impianti, la produzione e la
qualità mentre l’azienda aveva proposto lo spezzatino, ovvero la cessazione di
questi rami affidati a ditte esterne. Rispetto ai 70 esuberi richiesti
dall’azienda, 33 lavoratori manterranno il loro posto di lavoro e per gli altri
è prevista una prima fase che faciliterà le uscite per anzianità e una seconda
che prevede l’accompagnamento alla pensione attraverso gli ammortizzatori
sociali e riguarderà esclusivamente quei lavoratori che sono vicinialla fine
dell’attività lavorativa. Alla fine del 2006 la fabbrica si assesterà con 266
addetti rispetto alla richieste della direzione della Tioxide di 233.
La Tioxide si impegna, inoltre, a convertire eventuali risparmi e/o ritorni sui
costi variabili e ad investirli in occupazione, così come ad investire risorse
economiche per acquistare nuove tecnologie per garantire una maggiore sicurezza
ai lavoratori e all’ambiente. Il nostro Partito ha presentato nel mese di
novembre, dopo l’iniziativa che avevamo organizzato a Scarlino sui problemi del
lavoro e che ha visto una grande partecipazione di cittadini e lavoratori, due
interrogazioni di cui una alla Camera dei Deputati a firma del capogruppo Pino
Sgobio e l’altra al Paramento Europeo dall’on. Marco Rizzo.
Purtroppo il governo delle destre e il Ministro Matteoli, nostro conterraneo,
sono latitanti, non si sono mai interessati dei problemi dei lavoratori e delle
problematiche economiche che riguardano in questo caso l’Italia e non solo la
Provincia di Grosseto, visto che la Tioxide è l’unica azienda nazionale che
produce biossido di titanio. L’accordo siglato è un accordo tampone, serve solo
a prendere tempo e a limitare i danni nella speranza che nel 2006 l’economia
mondiale riprenda e che i gessi rossi possano finalmente essere utilizzati per
il recupero ambientale e il reimpiego dei materiali. Lo stabilimento di Scarlino
produce in media 60/80 mila tonnellate di biossido di titanio e 400 mila
tonnellate di gesso rosso all’anno.
Noi Comunisti Italiani rimaniamo comunque preoccupati per il futuro del polo
chimico di Scarlino e chiediamo a tutte le forze politiche insieme agli enti
locali Comuni, Provincia, Regione e Governo di trovare sinergie e soluzioni che
garantiscano un futuro più sicuro per i lavoratori, per il mantenimento dei
livelli occupazionali e per la dislocazione delle 400 mila tonnellate di gesso
rosso che ogni anno vengono prodotte.
Grosseto, 25 gennaio 2005
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