Partito dei Comunisti Italiani - Federazione di GROSSETO   
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A PROPOSITO DI FASCISTI,

FOIBE, MEMORIA E CELEBRITA’

Dichiarazione del Segr. Regionale PDCI Nino Frosini

 

<< Con la ‘’scesa in campo’’ del gigante Bud Spencer a fianco del cavaliere e dopo aver saputo, in questa occasione, che il nostro eroe era da sempre di fede missina, in Italia cominciamo ad averne parecchie di celebrità inclini a rivelare le loro antiche passioni per il Duce, per Almirante e il fascismo.

Da Giuliano Gemma a Lino Banfi, da Lando Buzzanca al neo rivelato Bud (per citare i più noti).

Insomma: fascisti a Cinecittà.

E c’è perfino da capire come, solo da poco, abbiano trovato ‘’l’ardire’’ di rivelarsi pubblicamente. In effetti solo da pochi anni il revisionismo storico, politico e culturale, da pioggerella si è trasformato in diluvio.

Si è cominciato, un po’ di tempo fa, con il ‘’binomio del male’’ Hitler – Stalin, per arrivare all’equiparazione del comunismo al nazifascismo.

Poco importa se Stalin è stato, insieme ai comunisti dell’epoca, il principale e vittorioso nemico della più grave minaccia che l’umanità, nel corso della sua storia, abbia conosciuto.

Poco importa se Auswitz fu liberata dall’Armata Rossa.

Poco importa se i comunisti, nel mondo e in Italia, più di altri patirono le rappresaglie dei nazi-fascisti e più di chiunque contribuirono a sconfiggerli.

Tutti uguali, ormai, davanti al senso comune che la destra sta costruendo nel Paese: fascisti repubblichini al servizio dei loro padroni tedeschi e partigiani.

Foibe e Olocausto: partendo dalla giusta e uguale compassione per tutte le vittime, si è giunti, in pratica, alla comparazione delle tragedie, equiparando gli jugoslavi e Tito ai nazisti di Hitler. Come se le armate slave fossero giunte in Italia per compiere una deliberata aggressione e non inseguendo gli invasori della loro patria – italiani e tedeschi – in fuga dopo aver commesso sul suolo slavo ogni genere di atrocità.

E Tremaglia, oggi ministro, ieri servo combattente del comando di Hitler, può tranquillamente spargere veleno su Palmiro Togliatti che, insieme ad altri, fu tra i costruttori della repubblica italiana nata dalla Resistenza antifascista e antinazista.

Del resto anche a sinistra non si è mancato, in vario modo, di contribuire tra silenzi, assurdi imbarazzi, rimozioni e conversioni ideologiche – pensiamo all’approdo acomunista di Bertinotti e del suo partito – a capitolazioni politiche – pensiamo a Fassino e al suo reiterato ossequio alle ‘’ragioni’’ di Craxi – al determinarsi di tutto ciò>>.

Firenze, 16 febbraio 2005


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