Partito dei Comunisti Italiani - Federazione di GROSSETO   
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 SCIOPERO MAGISTRATI

I COMUNISTI ITALIANI

ESPRIMONO LA LORO SOLIDARIETA

Dichiarazione congiunta di Marco Barzanti Segretario Provinciale
e Francesca Bencini Responsabile Provinciale delle politiche della Giustizia del PdCI

 

Il 14 luglio 2005 per la quarta volta in tre anni sciopereranno i magistrati. Sciopereranno perché l’art. 101 della Costituzione li assoggetta soltanto alla legge. Perché l’art. 104 della Costituzione definisce la magistratura un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere, l’art. 110 della Costituzione limita i poteri del Ministro della Giustizia all’organizzazione e al funzionamento dei servizi relativi alla giustizia. Con la riforma dell’ordinamento giudiziario, portata avanti a colpi di fiducia e rispetto alla quale non sono stati tenuti in considerazione i rilievi del Presidente della Repubblica che nel dicembre scorso, rinviò la legge al Parlamento, si vuole un giudice assoggettato al potere politico, isolato, ma non in nome di principi superiori, di una migliore amministrazione della giustizia, dell’interesse dei cittadini.

La riforma dell’ordinamento giudiziario, del Ministro Ing. Castelli, è frutto di un elaborato disegno tratteggiato da questo governo per annullare la forza della nostra magistratura divenuta troppo scomoda per certi poteri. Una magistratura che ha sempre saputo mantenersi indipendente dai poteri dello stato e che non solo deve continuare, ma deve essere aiutata a rimanere indipendente dai poteri dello stato e dalla politica. E per farlo ha bisogno di mezzi, di uomini, di idee, e di cultura.

Solo in un paese dove la classe politica si riappropri del principio di legalità potremo avere una magistratura efficace. Dove il principio di certezza del diritto (più che della gravità delle pene - per i più deboli - o della lievità delle stesse - per i più forti) divenga un punto imprescindibile della società potremo avere una vera giustizia. Solo ascoltando i bisogni della magistratura potremo avere un'amministrazione della giustizia degna di questo nome. Per fare ciò non abbiamo certo bisogno di una (contro) riforma dell’ordinamento giudiziario, né di tutte quelle inutili leggi varate in questi ultimi anni dal governo Berlusconi. L’Italia ha bisogno di credere nella giustizia come valore, ha bisogno di poche norme, ma che siano rispettate e fatte rispettare. Ha bisogno di giudici perché la giustizia sia veloce e quindi efficace e dissuasiva per chi intende approfittarsi della durata dei processi. Ha bisogno di mezzi. Con la riforma proposta non si andrà incontro a nessuno di tali obbiettivi, anzi la Magistratura ne uscirà indebolita e isolata. Il nostro Governo sta trattando la Magistratura come un nemico da combattere: sarà, forse, perché ne teme il giudizio?

Grosseto, 12 luglio 2005  

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