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Dopo le recenti denunce e le prese di posizione
degli abitanti di Monte Antico sulla preoccupante e grave situazione in cui si
trova la discarica di Cannicci è necessario fare chiarezza sulla reale
situazione della discarica. La discarica di Cannicci, come noto, è la discarica
che riceverà i rifiuti di tutta la nostra provincia. Purtroppo i ritardi di
quest’ultima nell’attuazione di una nuova politica dei rifiuti, quella della
raccolta differenziata premiante per i cittadini virtuosi, il recupero delle
materie prime seconde, stanno compromettendo la salute dei cittadini e la tutela
ambientale. Da documenti pubblici, reperiti in alcuni casi non senza difficoltà,
è evidente anche ai cittadini non esperti che Cannicci è un vera e propria bomba
ecologica. Alcuni documenti sono significativi sul grado di pericolo che la zona
in questione sta vivendo. Infatti l’Arpat in data 11 marzo 2003 protocollo n
1901 scrive al Sindaco di Civitella Paganico e alla Amministrazione provinciale
dove comunica che
“nell’ambito di una campagna di monitoraggio
delle acque (superficiali e sotterranee) interessate dalla discarica di
Cannicci, venivano effettuati prelievi di acque superficiali dal reticolo
circostante il dimesso modulo 1. il sopralluogo e le analisi hanno evidenziato
la perdita di percolato e presenza di contaminazione nel fosso che lambisce il
modulo; la contaminazione appare limitata a quell’ambito (…) l’evidenza dei
problemi di tenuta del sistema di raccolta del percolato consiglia l’attivazione
della bonifica dell’area in oggetto senza ulteriori indugi.
Segue Il Piano della Caratterizzazione del 11
giugno 2004 protocollo n° 77675 riguardante il 1° modulo della discarica su
Cannicci riporta “ in queste vasche non stati previsti sistemi artificiali di
impermeabilizzazione del fondo (…) la potenziale sorgente di contaminazione
ambientale è rappresentata dalla fuga di percolato da 1 o più vasche e la
conseguente contaminazione dei terreni, acque sotterranee e superficiali, a
causa della mancata impermeabilizzazione del fondo e delle pareti delle vasche.
Il documento segue con il Piano di Investigazione che prevedeva tutta una serie
di controlli.
Il 25 marzo 2005 il Comune di Civitella Paganico
scrive alla Provincia di Grosseto dove comunica alla Soc. Civitella Paganico
2000 Srl (gestore della discarica) di procedere al piano di investigazione
iniziale essendo questo necessario alla definizione del progetto di bonifica.
Una lettera dell’Arpat, datata 4 febbraio 2005 protocollo 564/1.23.09/1,
comunica alla provincia, al Comune di Civitella Paganico e alla Asl 9, lo stato
dell’arte in merito agli interventi di bonifica presso la discarica di Cannicci
Modulo 1 e per essere precisi riporta
“A seguito di un sopralluogo effettuato in
data 18 gennaio u.s. presso la discarica di Cannicci modulo 1, si è evidenziato
un percolamento di acque provenienti dal lato Sud-Ovest del modulo che
presumibilmente va ad interessare il corpo idrico superficiale sottostante. Al
momento non sono disponibili i risultati delle analisi dei due campioni di acqua
prelevati uno a monte ed uno a valle del corpo della discarica, tuttavia si può
ragionevolmente ritenere che tale percolazione determini una alterazione della
qualità delle acque e che pertanto debba assolutamente essere evitata.
Il primo fenomeno di sversamento fu accertato nel 2002 (…) segnalato da Arpat,
la conferenza provinciale dei rifiuti, nella seduta 1 agosto 2002, impose
l’attuazione di una serie di misure di sicurezza da realizzare (…) il Comune di
Civitella Paganico in data 8 maggio 2003 convocò la prima conferenza di servizi
per la messa in sicurezza della vecchia discarica” . In quella sede, tenuto
conto delle effettive misure di messa in sicurezza d’emergenza (…) è stata
sottolineata l’estrema necessità di dare immediato inizio alla fase di
investigazione iniziale.
Il piano di caratterizzazione, assunto in conseguenza dei risultati della
campagna di monitoraggio eseguita da Arpat in data 23/01/2003 presenta una
relazione di grave emergenza per contaminazione della acque da percolato. Le
acque superficiali e sotterranee naturali hanno evidenziato inquinanti
importanti come arsenico, nichel, piombo, nitrati con concentrazioni 70 volte
superiori ai campioni prelevati è stata riscontrata una conducibilità elettrica
5-6 volte superiore alla norma. I cloruri superano, nei campioni prelevati dalle
acque sotterranee, in 10-17 volte il campione, così come i solfati che lo
superano in 16-73 volte la norma, il mercurio, piombo e rame che si trovano ai
limiti consentiti dalla legge.
Da questo momento seguono due note dell’Arpat
una datata 15/06/2006 n. prot. 2805 indirizzata all’Amministrazione provinciale,
al Sindaco di Civitella Paganico, alla Società Civitella Paganico 200 Srl e per
conoscenza alla Regione Toscana all’attenzione Ing. Cianchi, dove si chiedeva al
gestore della discarica di: monitorare lo stato della discarica e della
possibile latenza dell’incendio, di verificare il telo impermeabile.
Dopo vari sopralluoghi di verifica è stata rivelata la mancata copertura dei
rifiuti e la lentezza per la messa in sicurezza della discarica.
Si suggerisce l’attivazione di un sopralluogo
congiunto per verificare lo stato dei lavori. La seconda nota risale al 9/8/2006
n. prot 3806, indirizzata alla Amministrazione provinciale, dove viene
comunica: la lentezza dei lavori in particolare alla gestione dei biogas
dovuti alla combustione e relativi al sistema di captazione.
Di fronte a quanto è stato sopra riportato è
evidente il pericolo di inquinamento che la discarica di Cannicci sta
progressivamente producendo. Vi è un bosco di alto valore paesaggistico che è in
pericolo e ciò è dovuto alla presenza di arsenico nel sottosuolo. Chiediamo di
sapere alla luce delle continue comunicazioni dell’Arpat come questa
amministrazione provinciale intende attivarsi:
- Come intende intervenire per
garantire l’ambiente e la tutela della salute dei cittadini;
- Perché,
dopo così tante comunicazioni da parte di Arpat, questa amministrazione
provinciale non si è mai preoccupata di intervenire con forza per tutelare i
cittadini e la stessa credibilità dell'Ente;
- Come
intende intervenire per individuare le responsabilità di chi ha sottovalutato,
dopo varie segnalazioni dell’Arpat, il problema dell’inquinamento;
- Quali i
motivi del ritardo nell’intervento di bonifica e la messa in sicurezza della
discarica;
- se non
ritenga opportuno, visto quanto sta accadendo a Cannicci, riqualificare la zona
eliminando non solo la vecchia discarica ma anche la nuova in corso di
realizzazione;
- chi
secondo questa amministrazione, visti i costi 4 milioni di euro per la bonifica,
pagherà tale somma, i cittadini o invece si provvederà ad individuare i
responsabili che hanno causato il danno ambientale;
- come
intende tutelare la salute dei lavoratori che ogni giorno operano nella
discarica in presenza di inquinanti e fumi dovuti all’incendio della stessa;
- oltre
alle continue comunicazione da parte di Arpat, che cosa deve fare questo
dipartimento per avere l’adeguata attenzione di questa amministrazione perché si
attivi nei controlli, magari giornalieri, al fine di verificare l'avanzamento
dei lavori e la reale messa in sicurezza della discarica;
Grosseto, 4 settembre 2006
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