Partito
dei Comunisti Italiani - Federazione di GROSSETO
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| Dichiarazione di Marco Barzanti Segretario Provinciale dei Comunisti Italiani | |||
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Il Consiglio Provinciale ha votato due ordini del giorno, uno dei quali presentato dal nostro Partito, sulla crisi della Mabro. L’ordine del giorno da noi presentato mette in risalto la difficile situazione industriale nella nostra provincia che ha creato, sia oggi che in passato, grandi difficoltà di sopravvivenza per molte aziende. Una crisi che viene da lontano basti pensare al 2005 anno nero dell’economia per il nostro Paese ma anche per la Toscana. In Toscana solo nel 2005 sono state oltre 5 milioni le ore di cassa integrazione e non sono i dati che Berlusconi inventa nelle trasmissioni, questi sono dati dell’Inps da gennaio a ottobre. 6953 sono i lavoratori in cassa integrazione ordinaria, 4441 in cassa integrazione straordinaria e 6100 in mobilità. La crisi di queste aziende non è congiunturale, ma strutturale come la crisi che colpisce oggi la Mabro. Nella grande maggioranza dei casi queste aziende non investono, non fanno sistema, non si scambiano le ricerche che sono costosissime. I tagli alla ricerca prodotti dal governo Berlusconi avranno ripercussioni devastanti per le nostre industrie. A marzo 2005 erano 4 mila i lavoratori interessati dalla crisi, a fine anno sono diventati 17 mila, con 6 mila licenziamenti e 96 aziende toscane che hanno cessato l’attività. Sempre in Toscana abbiamo perso 6 mila posti di lavoro nella sola agricoltura, 7500 nell’artigianato. Dati che parlano da soli sulla situazione industriale, economica della nostra Regione e di riflesso della nostra Provincia. E’ chiaro che la politica dovrà affrontare sia a livello nazionale che a livello locale scelte nuove nelle politiche industriali. Al centro di queste scelte dovranno esserci i lavoratori. Quando un’azienda inizia a tagliare i posti di lavoro non si ferma più, troverà sempre una scusa per tagliare ancora. E’ molto più facile licenziare che adottare una seria politica industriale. La crisi della Mabro, è nella sua drammaticità, uguale a tutte le altre crisi industriali. E’ per queste considerazioni che abbiamo criticato la parte del Paino industriale che prevede: Il licenziamento di 80 lavoratrici; l’interruzione del contratto di solidarietà firmato dalle lavoratrici e dall’azienda e che ha dato la possibilità a tante dipendenti di continuare a lavorare, seppur con orari ridotti, ma comunque di lavorare; Il ritorno all’orario pieno e la diminuzione dell’attuale produzione. Saremo con i lavoratori in questa difficile battaglia senza i quali il marchio Mabro non esisterebbe; ci opporremo a qualsiasi forma di licenziamento o di altre collocazioni. Un rilancio vero e duraturo dell’azienda si avrà solo salvaguardando i posti di lavoro, investendo, in nuove tecnologie, qualità del prodotto, innovazione e nella ricerca di nuovi mercati le risorse economiche guadagnate nella stessa.
Grosseto, 4 aprile 2006
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| Francesca Bencini candidata PDCI alla Camera e Olinto Bartalucci candidato al Senato | |||
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| Olinto Bartalucci e il Segretario Provinciale Marco Barzanti, anche lui candidato alla Camera. | |||