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Sig. Presidente del Consiglio
Comunale
Sig.
Sindaco
Signori
Consiglieri
è
impegnativo e gravoso il compito che ci aspetta come centro-sinistra, nel ruolo
di rappresentanti del popolo grossetano.
Perché
abbiamo avuto sì, l’onore di sottrarre dopo nove anni il potere amministrativo
locale alla destra di Antichi, di Colomba, di Agresti e di Bellettini, ma le
aspettative dei grossetani che con il loro voto ci hanno dato quell’onore, sono
molte e il mandato che ci assegnano, prima ancora che quello di amministrare
bene, è quello – importantissimo – di fare chiarezza: a partire dagli aspetti
finanziari, a partire dalla realtà del bilancio di questo Comune.
Far
conoscere ai grossetani in quale reale stato sono le finanze del Comune, quanto
è stato speso e come è stato speso il denaro della collettività, è il primo
compito di questa nuova amministrazione.
Se il
livello istituzionale comunale e quello circoscrizionale rappresentano i primi
gradini del rapporto tra istituzioni e cittadini, noi Comunisti Italiani ci
impegneremo affinché la democrazia partecipata non rimanga solo uno slogan ma
sia sostanziata da rapporti reali fatti di incontri e confronto,
cominciando con l’informazione alla cittadinanza sullo stato finanziario in cui
abbiamo trovato il Comune di Grosseto. Diremo ai cittadini che sono
contemporaneamente utenti e contribuenti in quale stato, la giunta dei “gazebo”
, ha lasciato il Comune.
Del
resto il ripristino di dignità e ruolo alle circoscrizioni è il primo fra i
tanti titoli del nostro programma di governo locale affinché sia garantita ai
cittadini, se riconosciamo ad essi il ruolo di attori principali della vita
democratica, la riappropriazione delle sedi istituzionali e della
partecipazione.
I
Comunisti Italiani che rappresento, sono giustamente compiaciuti del risultato
elettorale conseguito anche nelle ultime amministrative di Maggio che ci hanno
riportato in questo Consiglio comunale.
Siamo
orgogliosi di aver raddoppiato voti e percentuale a Grosseto, una città
elettoralmente complicata, quella che riesce sempre ad abbassare il dato
provinciale alla sinistra, ma dove evidentemente i gloriosi simboli del lavoro,
la falce e martello, e le conquiste e il riscatto che essi hanno rappresentano
per tanti, sono ancora apprezzati e individuati come riferimento per chi deve,
in quest’epoca di nuove aspre contraddizioni di classe riaprire fronti di
lotta.
Ringraziamo quindi i cittadini che hanno votato il simbolo dei comunisti e ci
impegneremo perchè il Consiglio Comunale divenga anch’esso il luogo dove le
loro aspettative possano trovare accoglienza ed essere affrontate.
Se
abbiamo affermato anche nel programma elettorale, la volontà di trasformare
“Grosseto nella città dei diritti e della solidarietà ” avranno la nostra
quotidiana attenzione i temi del diritto al lavoro, dell’assistenza sanitaria,
dell’accoglienza agli immigrati.
In
particolare la ricerca di un ruolo dell’Istituzione Comunale per favorire il
diritto al lavoro stabile contro le forme di precarizzazione che impediscono lo
sviluppo di un futuro a tanta parte delle giovani generazioni.
Il
Comune di Grosseto non potrà essere indifferente o delegare ad altre istituzioni
le questioni che riguardano le piccole e preziose aziende manifatturiere
presenti sul nostro territorio comunale, sia quando si tratti del loro sviluppo,
sia quando i problemi riguardino la salvaguardia della manodopera e dei suoi
livelli occupazionali.
Proprio perché la dismissione dell’industria chimico-mineraria ha dato negli
anni, un colpo terribile alle popolazioni e all’economia di altre parti del
territorio provinciale, tanto più le aziende produttive grossetane meritano
un’attenzione particolare da parte del Comune di Grosseto, anche nella
considerazione più generale che fonte di lavoro non potrà essere considerato
solo il settore turistico e che
non si può prevedere per una manodopera sempre più qualificata come quella che
si presenta sul mercato del lavoro, solo una prospettiva di basso livello, un
futuro di camerieri nelle strutture ricettive o quello di porta-sacche nei campi
da golf grossetani.
Noi
Comunisti Italiani ci batteremo contro ogni forma di lavoro precario, contro i
sub-appalti prima causa di insicurezza e incidenti sui luoghi di lavoro. Per
questo chiediamo al consiglio e alla giunta di aprire una nuova fase politica
che non sia legata ai soliti meccanismi.
Il
risultato elettorale conferma la voglia di cambiamento dei cittadini.
Il
centrosinistra governi tenendo presente quei valori e quei principi smarriti da
molte amministrazioni, a volte anche guidate dal centrosinistra.
Noi
Comunisti Italiani siamo stati determinanti alla vittoria del centrosinistra,
evitando al sindaco Bonifazi,
la
ulteriore fatica del ballottaggio, al cui varco lo attendevano DA MESI, non
solo la destra sconfitta MA anche MESTATORI politici di vari ambienti.
Ma
siamo soddisfatti anche di un risultato elettorale che va anche ben oltre le
mura di Grosseto ed è quello della Toscana. I risultati sono ovunque buoni,
tanto che in Toscana non c’è più un capoluogo di provincia in mano al
centrodestra, e questa risultante pare la miglior risposta a quanto ebbe a dire
tempo fa l’On. Tortoli definendo la Toscana come
“UN
BUCO NERO NELLA DEMOCRAZIA”.
A
Grosseto contro la candidatura di Bonifazi erano stati elaborati vari e
inconsistenti argomenti fra cui il più meschino, il più odioso e il più
“provinciale” nel senso spregiativo del termine, era quello della sua non
grossetanità. Una menata durata mesi …..
Bene,
… tutte quelle sciocchezze sono state travolte da quel 51,8 % realizzato anche
con il 2,5 % di voti dei comunisti italiani.
Si
sono insediati così un Sindaco e una Giunta rappresentati da donne e uomini che
hanno fra le varie qualità, una caratteristica e una dote comune: IL CORAGGIO.
Perché
esporsi in prima persona ed assumersi responsabilità di governo in un comune in
dissesto finanziario come il nostro, necessita innanzi tutto di coraggio.
Noi
Comunisti italiani che coordineremo l’assessorato al turismo, abbiamo rinvenuto
questo settore come una scatola svuotata, senza impiegati, senza sedi, senza
nulla … e ne restiamo esterrefatti pensando che uno dei fattori essenziali che
vanno a comporre l’economia di territorio comunale è proprio il turismo.
Per
corrispondere alle pressioni del blocco sociale che la sosteneva, composto
prevalentemente dai commercianti, la destra che ha lungamente governato il
comune di Grosseto non ci lascia in eredità soltanto gravi problemi finanziari e
i famigerati “gazebo”, ma
una situazione molto discutibile dal punto di vista della qualità della vita:
il traffico reso caotico, .. la qualità dell’aria e quella acustica in
condizioni pessime, la esternalizzazione e la privatizzazione di servizi
essenziali, l’esclusione e la marginalizzazione economica di Grosseto rispetto
ai canali che hanno prodotto il processo di crescita che ha riguardato invece
altre parti del territorio provinciale.
Sarà
quindi la parte più impegnativa quella di riaccendere i motori economici
grossetani dell’industria, dell’artigianato, dell’agricoltura, del commercio,
del turismo, utilizzando con l’obiettivo dello sviluppo compatibile, il
metodo della concertazione in cui non solo la crescita dell’azienda sia il punto
di riferimento, ma lo siano anche la risorsa lavoro e la tutela dei diritti
della persona – lavoratore.
I
lavoratori e i loro diritti devono avere cittadinanza e devono essere,
altrettanto dell’azienda, nodo centrale e punto di riferimento della
programmazione che deve riavviarsi per far crescere il sistema delle imprese.
Noi
Comunisti italiani siamo e saremo impegnati a contrastare una competitività che
oggi è esclusivamente basata sulla riduzione dei costi del lavoro, sulla
riduzione dei diritti e delle tutele.
Ci
interessa un ruolo dell’amministrazione comunale impegnata a sostenere anche a
Grosseto una opposta forma di competitività, una competitività che si basi sui
progetti di innovazione, sulla qualità, sulla specializzazione.
La
bandiera della PACE esibita sul balcone di questa Amministrazione sarebbe il
segnale del nuovo che amministra.
NON
una semplice stoffa che sventola ma il segnale che uno dei valori fondamentali
della nostra Repubblica e della nostra Costituzione, il valore della PACE,
farebbe da perno ad ogni azione amministrativa.
Non
siamo più disponibili ad accettare che questa affollata presenza di Caserme e
Militari nella Città di Grosseto si manifesti con esibizioni di strumenti di
guerra e di morte e ci si impegni anzi, per far crescere una nuova cultura
che metta al bando anche le ridicole manifestazioni di “giochi di guerra” come
ultimamente segnalate dal mio partito, perché avvenute addirittura nel
territorio del Parco della Maremma e precedentemente nelle pinete e sulle coste
maremmane.
Anche
in questa direzione deve avvenire una svolta: NON PIU’ CARRI ARMATI nelle piazze
e nelle vie del centro della città ma manifestazioni di condanna delle guerre là
dove esse stanno drammaticamente seminando morte e terrore.
Auspichiamo che il Consiglio Comunale di Grosseto voglia esprimere con un
Ordine del Giorno la richiesta al Governo Italiano per accelerare il ritiro dei
nostri militari dall’Iraq.
Oggi
è una data importante per Grosseto. Buon
lavoro al Sindaco !
Buon
lavoro alle donne e agli uomini della nuova Giunta del Comune di Grosseto !
vai su
http://stream.comune.grosseto.it/
per vedere l'intervento registrato
Grosseto, 13 giugno 2006
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