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La drammatica notizia dell'ennesimo
attentato a Nassiriya, che mai avremmo voluto ascoltare di nuovo, ci riporta
alla realtà della guerra.
Perché quella dei nostri soldati in
Iraq non è una missione di pace. E' vera e propria guerra e le truppe straniere
sono truppe di occupazione di un paese sovrano, proprio come il nostro.
In una guerra di aggressione
ingiusta e nata sulla menzogna, il massacro inaccettabile di civili iracheni e
di truppe straniere, è solo uno dei prezzi che il governo Bush ha messo in conto
per mantenere incontrastato il suo potere sul mondo.
L'Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie
internazionali, perché la guerra è orrore e sangue. Non altro. E le guerre non
hanno mai risolto niente.
In questi tempi l'Italia sta vivendo momenti difficili. La guerra non fa parte
di quei valori e di
quei principi che hanno contribuito a sancire la democrazia e la libertà nel
nostro paese.
E' fondamentale che al più presto sia formato il nuovo Governo per dare il via a
quello che il programma dell'Unione prevede in maniera inequivocabile: via
subito i nostri soldati dall'IRAQ.
Grosseto, 28 aprile 2006 
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