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MABRO

SI ALLA PROPOSTA DI CIAMBOTTI

SEGRETARIO NAZIONALE FILTEA CGIL


Nella foto di F. Linicchi: operaie della MABRO in sciopero contro
il taglio della Scala Mobile del Governo Craxi nel 1984.

Dichiarazione di Marco Barzanti, Segretario Provinciale Comunisti Italiani

 
 La difficile situazione industriale nella nostra provincia ha creato, sia oggi che in passato, grandi difficoltà di sopravvivenza per molte aziende. In questi mesi si è parlato della crisi della Mabro, una crisi legata a strategie aziendali che non hanno avuto gli effetti sperati. Alla mancanza di investimenti importanti nell’azienda per farla essere competitiva sul mercato, sia sulla qualità che nella ricerca di nuovi mercati.

Ci siamo immediatamente attivati con volantinaggi davanti ai cancelli della Mabro per esprimere si la nostra solidarietà alle lavoratrici ma soprattutto per dire che i Comunisti Italiani sono al loro fianco in questa difficile battaglia contro qualsiasi ipotesi di licenziamento o di ricollocamento precario. Abbiamo presentato un Ordine del Giorno al consiglio provinciale e al consiglio regionale dove chiediamo a tutte le forze del centrosinistra di non accettare passivamente i licenziamenti e di chiedere una svolta nelle politiche industriali nella nostra provincia.

La crisi della Mabro non è dovuta alla mancanza di mercato o a terremoti finanziari o al crollo dei titoli in borsa.  No. In questo caso specifico, pur considerando una crisi industriale nazionale, vi è una forte richiesta del prodotto da parte del mercato. Troppe volte è avvenuto che aziende sane, con grandi richieste di mercato hanno licenziato solo per ricevere finanziamenti o per prepararsi alla vendita della stessa.  Quando un’azienda inizia a tagliare i posti di lavoro non si ferma più, perché è molto più facile tagliare il personale che attuare una vera e seria politica industriale. In questo quadro di grandi difficoltà ed incertezze per i lavoratori vi è una importante novità che potrebbe portare alla sottoscrizione di una accordo tra azienda e lavoratori. Non si parla più di licenziamenti ma di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione della durata di due anni. La cassa integrazione straordinaria consentirebbe di rilanciare l’azienda investendo in ricerca, qualità e nuovi mercati. Per questo sosterremo come partito la proposta portata avanti dai lavoratori, dalla Rsu e dal Segretario Nazionale della Filtea Cgil Gian Piero Ciambotti.  

Con l’impegno di tutti, e i lavoratori non si risparmieranno, la Mabro potrà continuare la sua storia in maremma.

 Grosseto, 23 marzo 2006  


MABRO. ACCORDO GRAZIE  ALLE LAVORATRICI E AL SEGRETARIO CIAMBOTTI

Dichiarazione di Marco Barzanti Segretario Provinciale dei Comunisti Italiani

 

L’importante accordo sottoscritto nei giorni scorsi tra la Mabro e le lavoratrici è una vittoria nei confronti di tanti soggetti che non hanno voluto prendere posizioni contro i licenziamento ma anche contro quella parte del Piano industriale che le prevedeva. Questo importante risultato è stato ottenuto grazie alla forza delle lavoratrici, della Rsu e del Segretario Nazionale della Filtea Cgil Ciambotti che si è battuto da subito per trovare soluzioni alternative ai licenziamenti.

Nei giorni scorsi appresa la notizia della possibilità di una cassa integrazione straordinaria della durata di due anni, necessaria per il rilancio della produzione, della qualità e dell’innovazione tecnologica della Mabro dicemmo subito si alla definizione dell’accordo. 

E’ un accordo importante, sono stati evitati i licenziamenti di 80 lavoratrici e la sicura chiusura della Mabro. Oggi si può programmare il rilancio del marchio rafforzandolo ed individuando nuovi mercati.

Martedì 4 aprile saremo davanti ai cancelli della Mabro per esprimere la nostra vicinanza alle lavoratrici ma anche per ricordare loro che a sinistra i Comunisti Italiani si battono per difendere i diritti dei lavoratori.

 Grosseto, 24 marzo 2006

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