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La
segreteria comunale dei Comunisti Italiani esprime la propria preoccupazione
sulla sottoscrizione da parte del Sindaco di Grosseto di un protocollo d'intesa
per la costituzione di una holding regionale per la gestione dei servizi
pubblici locali di rilevanza economica (rifiuti, energia elettrica, gas etc...).
I Comunisti Italiani sono contrari
ad operazioni di questo tipo, sia a livello nazionale, che a livello regionale.
I servizi di erogazione di acqua,
energia così come la raccolta dei rifiuti devono comunque essere gestiti, al di
fuori delle logiche di mercato e del profitto, perché si tratta di servizi
pubblici essenziali.
D'altro canto, decenni di politiche
tendenti alla privatizzazione dei servizi pubblici hanno dimostrato che le
attese di miglioramento dei servizi e di diminuzione dei costi sono andate vane.
A livello locale, in tema di acqua e
rifiuti, documenti alla mano, assistiamo al peggioramento dei servizi e
all'aumento dei costi, senza peraltro né aumentare, né stabilizzare
l'occupazione.
Ci domandiamo quindi: a che serve
insistere su questa strada? Dopo aver creato dei piccoli mostri dannosi perché
crearne dei giganteschi?
Se i cittadini stanno subendo i
danni di tali operazioni, perché insistere su tale strada?
Nel caso di Grosseto, la
contestazione, ancor prima che sui principi, su cui sarà comunque doveroso
aprire il dialogo, è anche politica, di metodi.
Come è possibile che la coalizione
non si sia riunita per affrontare argomenti così importanti? Chi ha autorizzato
la sottoscrizione del protocollo, che non pare rientrare specificamente nel
programma? (tra l'altro, della coalizione fanno parte forze che non sono
riuscite ad avere una rappresentanza in consiglio, senza parlare del necessario
e doveroso coinvolgimento dei cittadini, delle organizzazioni sindacali).
Bene, a tutti questi interrogativi
chiediamo una risposta, perché la partecipazione delle forze politiche è segno
di democrazia e perché non vogliamo rinunciare al nostro ruolo politico,
ostinati come siamo a credere che cambiare si può.
Grosseto, 16 novembre 2006  |