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In questi
ultimi mesi, molte aziende del nostro territorio sono state interessate da nuove
e gravi crisi economiche, con il rischio di licenziamenti per tanti lavoratori:
prima la Mabro, oggi la Michelini.
In entrambi i
casi si tratta di aziende con grandi potenzialità, ma che rischiano, per debiti
accumulati e pregressi, di chiudere mettendo in pericolo tanti posti di lavoro.
In
particolare per la Michelini di Boccheggiano, erede dell’attività mineraria,
partita con finanziamenti pubblici di ignota destinazione, ma di cui gli
amministratori dovranno rendere conto, le potenzialità sono enormi, con
commesse importanti come Ferrari e Maserati, con strutture ed attrezzature
tecnologiche avanzate, con un personale preparato e professionalmente
competente, ma abbandonate a se stesse in attesa di una apparentemente
inevitabile fine.
Il problema non è l’azienda, ma chi
la guida e a pagare come sempre dovrebbe essere l’anello più debole della
catena.
Ma a questo gioco al massacro noi
Comunisti Italiani vogliamo dire basta, perché non possiamo arrenderci al
paradosso per cui tante lavoratrici e lavoratori, dopo anni di sacrifici,
rischiano di andare a casa senza prospettive per il futuro, mentre i vertici
aziendali, senza meriti, né onori, non solo non scapitano nulla, ma si riciclano
allegramente in altri CdA.
Le iniziative che abbiamo preso in
questo periodo, sia a livello locale, che regionale, che nazionale e il nostro
costante impegno non è solo indirizzato alla difesa dei diritti dei lavoratori,
ma è volto anche a contestare quello che sembra essere un dato di fatto
ineluttabile, ossia che a pagare siano sempre e solo i lavoratori .
Un cenno poi ai lavoratori della ex
Massa Follonica, oggi dipendenti Rama, che chiedono risposte pubbliche, sia da
parte dell’azienda sia da parte delle istituzioni, sui temi del passaggio di
azienda che li ha visti protagonisti, ma che rimangono costantemente
inascoltati.
Per tutelare la dignità di tutti
questi lavoratori è urgente che le istituzioni, la politica escano dal loro
silenzio e dalle loro ambiguità dando risposte e riaffermando una seria politica
dei diritti dei lavoratori nel nostro territorio.
Grosseto, 5 dicembre 2007  |