|
Coloro che
vorrebbero liberare via Manin dal gazebo che ostruisce la visione del Duomo, e
fra questi noi Comunisti Italiani, non si sono certo posti l’obiettivo di
smantellare l’attività economico-gastronomica dell’”M.B. Cafè”, né tanto meno i
posti di lavoro degli otto dipendenti che vi sono impegnati.
No, ciò di cui
vogliamo liberarci è la struttura di vetro e metallo che con presunzione è
stata ideata in contrapposizione e sfida alla bellezza del Duomo di Grosseto.
Altrimenti chi si sarebbe permesso di osare tanto.
Invece i
tavolini, con gente a sedere che mangia, beve o chiacchiera, collocati su una
semplice pedana sarebbero accettati e apprezzati, perché mai i cittadini, pur
quando si sono mossi o riuniti in massa numerica hanno ostruito storia, arte e
bellezza, anzi ammirandole, le hanno esaltate. Il gazebo invece sì, compie
quella” stonatura” grave che va corretta.
Con i tavolini
scoperti dai vetri e dai metalli, ecco che l’attività e i posti di lavoro
sarebbero totalmente salvaguardati. Già eravamo stati attratti in questa
discussione dall’intervento pubblico della dottoressa Perillo appena rientrata
in Consiglio Comunale, che immemore del ruolo svolto prima con Antichi e poi
con Bellettini nella Giunta sconfitta giusto un anno fa dagli elettori
grossetani, aveva sollecitato la rimozione dell’orrendo gazebo, come se essa
stessa e la giunta di destra di cui faceva parte, non ne fossero stati
responsabili.
E’ vero che
allora, insieme a cittadini sinceramente indignati della deturpazione, anche
altri protestarono, però solo dopo l’insediamento della nuova Giunta di
centro-sinistra con il sogghigno di chi ha lasciato fra i piedi dei nuovi
arrivati una patata bollente, ma da pelare. Così fecero anche le stesse
gerarchie religiose del Duomo.
Ma se anche le
responsabilità furono della destra, e riteniamo, noi Comunisti Italiani che non
sia inutile ricordarlo, ciò non toglie che il famigerato gazebo sia una
deturpazione da risanare, un impegno per ripristinare il rispetto dovuto alla
Città di Grosseto.
Grosseto, 28 maggio 2007 |