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Spirito critico, per non arrendersi,
per non diventare cittadini passivi che accettano scelte e decisioni imposte.
Questa è l’ultima, l’unica arma che rimane ai cittadini stanchi di dover pagare
prima di tutto con la salute, ma anche economicamente, le scelte sbagliate da
parte della politica provinciale. Da sempre la Provincia di Grosseto, attraverso
i suoi rappresentati, non ha fatto nulla per risolvere il problema dello
smaltimento dei rifiuti. E quello che ha fatto e che purtroppo farà penalizzerà
il nostro territorio e sicuramente non gioverà alla salute dei cittadini.
Nella nostra Provincia, i rifiuti
vengono smaltiti nel modo più antico, cioè vengono sotterrati, con rischi di
inquinamento da percolato (parte liquida e maleodorante) notevoli, basti pensare
a alla discarica di Cannicci.
Sulla gestione della discarica di Cannicci sono stati emessi provvedimenti
punitivi da parte della Magistratura, i rifiuti se non vengono gestiti secondo
criteri e normative precise diventano delle vere e proprie bombe ecologiche.
Il bello è che nell’era della
tecnologia, la Provincia vuole cambiare tale antico sistema di smaltimento con
un altro ancora più vecchio, sicuramente più dannoso e costoso ed è
l’incenerimento puro e semplice. Tra le altre cose sia il piano provinciale dei
rifiuti sia il programma elettorale parlano di autosufficienza e in nessun
passaggio vi è un riferimento al possibile incenerimento. La violazione del
Piano provinciale e del programma significherebbe tradire i cittadini che hanno
votato dei rappresentati politici che avevano preso degli impegni precisi su un
tema delicato e importante per il nostro territorio.
Invece questa amministrazione
provinciale non solo non rispetta gli impegni sottoscritti ma viola pure il
piano provinciale importando i rifiuti da Siena, Arezzo e dalla Val di Cornia, creando su questo settore un vero e proprio business economico, anziché
investire nella tutela del territorio e nella salute di noi cittadini.
Lo abbiamo dimostrato più volte la
raccolta differenziata e l’incenerimento non possono convivere, per bruciare
servono rifiuti e più sono più c’è guadagno. La soluzione, paradossalmente, è
semplice e la impone la Comunità Europea che ha bocciato recentemente il sistema
dell’incenerimento quale metodo di chiusura del ciclo dei rifiuti, bloccando i
finanziamenti per gli impianti di incenerimento a cui tutti noi cittadini
possiamo rivolgerci per bloccare azioni politico-amministrative contrarie alle
norme europee.
Attraverso il principio delle CINQUE
R, Riduzione dei rifiuti, Riuso, Riciclo, Recupero, Raccolta differenziata si
può smaltire fino all’80% dei rifiuti. Che possono essere riutilizzati come
materie prime seconde con benefici economici. Il resto pari al 20% può essere
trattato a freddo con il sistema che i tecnici chiamano Trattamento Meccanico
Biologico a bassa temperatura, che consente un ulteriore recupero di materiale
organico pari al 50% riutilizzabile. La parte residua, non riciclabile viene
compattata con il sistema a cellula chiusa e stoccata in discarica. Questo
sistema ha il difetto che non prevede e non necessita di grandi impianti
industriali, né di società o holding provinciali o di area vasta, ne di
presidenze e consigli di amministrazione per il rifugio di politici
“disoccupati”.
Le nostre proposte le abbiamo, da
anni, consegnate all’amministrazione provinciale, l’ultima in occasione del
documento di verifica e della sostituzione di due assessori provinciali.
Cittadini, uniamoci
contro la politica dei privilegi per una politica vicina alle esigenze dei
cittadini contro cordate e holding, contro presidenti e consigli di
amministrazione che costano alla comunità senza dare servizi e qualità.
Tutti insieme
possiamo cambiare le decisioni e gli amministratori ricordandoci alle prossime
elezioni di esercitare il proprio pensiero critico ed uscire dalla passività
quotidiana.
Follonica 14
giugno 2007  |