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Il Sindaco Marras deve perdonare i
Comunisti Italiani e il 99% dei residenti del Comune di Roccastrada per non aver
partecipato all'incontro sulla miniera di caolino. Ci perdoni se abbiamo osato
chiederle chiarimenti sulla vicenda, immaginiamo i tanti impegni le impediscono
di ripetere cose e fatti già raccontati.
Sinceramente ci aspettavamo maggiore
rispetto verso i cittadini, che quel giorno, non hanno partecipato ed ascoltato
le sue importanti risposte, molti di noi non sapevano che quella sarebbe stata
l'unica occasione per sapere che cosa ha fatto e farà il Comune.
Purtroppo, noi come partito e i
cittadini, siamo stati ulteriormente sfortunati poiché nemmeno la lettura della
rassegna stampa dei quotidiani locali ci è stata di aiuto visto che non vi erano
riportate le risposte alle semplici domande dei Comunisti Italiani.
La sorpresa caro Sindaco è tutta
nostra, lei ancora una volta ha perso un'occasione, non solo di rispondere ad un
Partito che ha contribuito con i suoi voti ad eleggerla, ma poteva dimostrare di
essere un sindaco attento agli interessi dei cittadini e all'economia del
Comune. Però vogliamo darle un'altra possibilità, le chiediamo di fare uno
sforzo scriva le sue risposte in una lettera penseremo noi a divulgarle ai
cittadini.
Non ci faccia pensare male, forse,
anche lei è distratto dalle problematiche del suo partito, alle scelte se
aderire o meno al partito dei moderati oppure alla successioni della segreteria
provinciale. Il suo comportamento così ostile e così nervoso è legato
all'incertezza del futuro o è il frutto di una intolleranza verso chi chiede
spiegazioni, chiarimenti e non si allinea semplicemente alle scelte ?
Non dimentichi mai, che qualunque
scelta faccia per il suo futuro politico, troverà sempre sulla sua strada i
Comunisti Italiani e noi a differenza di altri non ci facciamo dettare le scelte
da nessuno.
Roccastrada, 13 gennaio 2007
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Caro Sindaco,
nel mese di Novembre 2006 ben
tre mesi fa il Partito dei Comunisti Italiani, recependo opinioni ed
osservazioni di cittadini del tuo comune, ti ha scritto una lettera aperta
in relazione ad alcuni spetti riguardanti la gestione della miniera del Caolino
di Piloni.
Il nostro intento era quello di
capire sostanzialmente:
1) perché, nonostante la miniera
proceda nella sua attività estrattiva, la proprietà non effettua gli
investimenti previsti dall’accordo firmato nel 1998 dalla Giunta Bartalucci;
2) quale è la posizione
dell’amministrazione comunale da te rappresentata rispetto a quell’accordo.
Il tutto in un quadro di tranquillo confronto politico che non
sottovaluta minimamente, da parte nostra, gli aspetti di natura ambientale.
Prendiamo atto, ad oggi, che le risposte che i Comunisti Italiani e i cittadini
del tuo comune (almeno una parte) attendono, non sono arrivate.
Tale situazione impone un semplice interrogativo: PERCHE’ ?
A nostro modo di vedere risulta
incomprensibile il perché un Sindaco, non senta il dovere istituzionale di
riferire pubblicamente su questioni che riguardano la vita della popolazione
amministrata. In genere, quando amministratori pubblici assumono atteggiamenti
di questo tipo, lo fanno o per arroganza supponenza e maleducazione o per
palese incapacità di rispondere in
termini concreti agli interrogativi posti. Vogliamo ancora sperare che il
Sindaco di Roccastrada Leonardo MARRAS non appartenga a questa categoria e,
seppur con ingiustificato ritardo, voglia riconoscerci in diritto di avere delle
risposte.
Roccastrada 5 Gennaio 2007 
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Caro
Sindaco,
lo spirito che da sempre contraddistingue il modo di far politica dei Comunisti
Italiani (ma non solo), è quello di analizzare gli atti ed i fatti politici che
sulle varie questioni si sviluppano, verificarne gli obiettivi, nonché la
ricaduta che essi anno nei confronti dei cittadini e quindi, assumere le nostre
posizioni e determinazioni. Tutto ciò non prima di aver approfondito in maniera
seria gli argomenti e di aver sentito anche le opinioni di chi la pensa
diversamente da noi. Crediamo che questo modo corretto di intendere e di fare
politica ci debba essere riconosciuto, al di là della condivisione o meno delle
nostre posizioni politiche.
Coerentemente
con tale impostazione, quindi, vogliamo porti alcune concrete questioni legate
alla miniera del Caolino di Piloni dando per acquisiti e conosciuti, almeno in
questa fase, tutti gli atti ed i comportamenti politici ed amministrativi
verificatisi dal 1998 ad oggi.
Su tale
argomento, di grande importanza per lo sviluppo attuale e futuro del comune di
Roccastrada ed in particolare della zona di Tornella e Piloni, si verificano
spesso accese prese di posizioni da parte del mondo ambientalista che trovano
puntuale riscontro sia nella tua sensibilità che in quella dell’amministrazione
provinciale. Posizioni legittime che ci trovano concordi in linea di principio
ma non esaustive di una complessa problematica che, oltre all’ambiente,
interessa come gia detto lo sviluppo economico e le possibilità di lavoro per
molte persone. Allo stato attuale, come tu ben sai, sono impiegate nella
miniera circa 10 unità più altre 10 nell’indotto e, nella struttura turistico
recettiva, una media annuale di 7-8 persone che arrivano a 11-12 nel periodo
estivo.
Non volendoci
dilungare sui vari aspetti che negli anni hanno caratterizzato questa vicenda
sentiamo il bisogno di porti alcuni interrogativi che, allo stato, non riusciamo
a capire.
Ecco quindi una
prima questione: mentre sui problemi ambientali, giustamente, l’Amministrazione
comunale discute spesso e propaganda le proprie posizioni, sulle altre
questioni registriamo un silenzio assordante. Perché?
Seconda
questione: per quale motivo una operazione voluta fortemente anche da te e
dalla tua amministrazione, resa possibile, con atti significativi come
l’approvazione definitivo dello strumento urbanistico, riconfermata più volte
nel corso degli anni, che prevedeva importanti investimenti nel potenziamento
della struttura turistica da parte della proprietà, è stata è stata disattesa?
E a tal proposito che fine ha fatto
l’accordo di massima firmato nel 1999 dal Sindaco Olinto Bartalucci e dalla
proprietà, che prevedeva su quella struttura, investimenti complessivi per
circa 15 miliardi delle vecchie lire? L’accordo è cambiato e se si, come e
perchè?
Terza
questione: in riferimento agli investimenti di cui sopra, che se non ricordiamo
male erano intesi come una sorta di indennizzo per territorio di Tornella e
Piloni nel quale è ubicata la miniera, considerato che lo sfruttamento della
stessa va avanti da anni in maniera intensiva, per quale motivo la proprietà non
investe? Ci sono elementi nuovi che i cittadini non conoscono, che hanno, in
ipotesi, fatto abbandonare un progetto gia concordato e sottoscritto, a favore
di altre iniziative? E su questo terreno la strategia dell’Amministrazione è
cambiata, e se si, come ed in quale modo?
Ci piacerebbe,
caro Sindaco, che su questa importante e complessa vicenda si aprisse una
chiara, seria e pubblica discussione che rendesse palesi ai cittadini quali sono
i termini esatti, non edulcorati della questione, e li mettesse nelle condizioni
di esprimere proprie valutazioni con cognizione di causa.
Attendiamo da te le
risposte ai quesiti esposti, nella certezza che partendo da elementi di
chiarezza si possa pervenire a giuste determinazioni nell’interesse dei
cittadini.
Cordialmente.
Roccastrada.
26.10.2006
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