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FOLLONICA

A cinque anni dalla scomparsa,

ricordo di

Don SEBASTIANO LEONE
 

Comunicato di Francesca Bencini a nome personale e della Sezione Antonio Gramsci del Pdci di Follonica

 

Invio, a nome mio personale e della sezione A. Gramsci di Follonica del Partito dei Comunisti Italiani, un ricordo di Don Sebastiano Leone a cinque anni dalla scomparsa.

 Don Sebastiano era un prete combattente, un prete in trincea. “Non dare per carità quello che spetta di diritto”, questa idea di politica la potevamo condividere.

Ho sempre pensato che l’impegno nelle associazioni di volontariato, l’impegno quotidiano per l’assistenza delle persone bisognose sia utile, fondamentale, ma non sia sufficiente se non accompagnato da un impegno politico nella lotta per l’annullamento delle disuguaglianze fra ricchi e poveri.

E l’impegno politico significa lavorare per dare risposte durature e non carità alle richieste di rispetto dei diritti da parte dei nostri fratelli più deboli.

Alle persone senza fissa dimora, agli ex carcerati, alle persone che per motivi diversi si trovano senza casa e senza risorse, la comunità ha il dovere di fornire un’opportunità, un’ancora di salvezza da cui provare a partire verso una vita migliore.

Oltre all’impegno per far promulgare nuove leggi, a livello amministrativo occorre creare le condizioni favorevoli all’accoglienza, alla comprensione e alla compassione di tutta la comunità, che così sarà pronta a dare il suo contributo positivo. E poi c’è bisogno di strutture.

Anche se c’è molto da lavorare a livello educativo, a Follonica siamo in presenza di una serie di condizioni favorevoli che possono consentire alla nostra comunità di dimostrare, oltre alla sua generosità e disponibilità, che non mancano mai, la sua capacità di misurarsi in termini politici, in termini di amministrazione della cosa pubblica per il bene di tutti.

Per questo insistiamo affinché il nostro patrimonio comune, che è cospicuo e che rischia l’abbandono, e che proprio perché è pubblico è anche dei poveri e dei bisognosi, rimanga pubblico e sia destinato a scopi sociali (ogni volontario accenno alla Colonia Marina è puramente voluto).

A Follonica manca un centro di accoglienza, ma ci sono molte richieste di aiuto e se la comunità non riesce a dare una risposta, chi ha il problema la risposta la trova da sé (come riportato in questi giorni dalla stampa). Ma quella non può essere la risposta giusta. La risposta giusta è quella consapevole.

Nonostante i numerosi segnali, sembra mancare, ma speriamo sia solo un’impressione, la volontà politico-amministrativa di realizzare un centro di accoglienza, solidarietà e speranza. Sembra che non sia colto appieno il valore sociale di una tale scelta. Per questo insistiamo e chiediamo a tutte le persone sensibili a questo argomento di portare la loro testimonianza.

Don Sebastiano aveva il sogno di realizzare un centro di accoglienza e di emergenza per tutte le persone che ne avessero bisogno, ci stava lavorando, ma non ne ha avuto il tempo. Noi quel tempo ce l’abbiamo e ci impegneremo affinché il suo sogno diventi realtà.

Follonica 31 agosto 2008

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