Partito
dei Comunisti Italiani - Federazione di GROSSETO
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FOLLONICA LA POSIZIONE DEI COMUNISTI ITALIANI SULL'IPPODROMO |
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| Dichiarazione della Segreteria Comunale dei Comunisti Italiani di Follonica. | |
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La posizione dei Comunisti Italiani di Follonica sulla vicenda Ippodromo è sempre stata chiara: sì al nuovo ippodromo perché poteva essere un’occasione di sviluppo e lavoro. Punto. Altrettanto chiara era la volontà manifesta e la posizione pubblica di tutte le forze politiche e degli amministratori vecchi e nuovi e in particolare dell’ex assessore all’urbanistica Saragosa, oggi Sindaco: le foresterie dovevano essere foresterie e non seconde case. In tutte le conferenze stampa Saragosa ha sempre sostenuto che le foresterie non erano in vendita e così doveva essere e così tutti sapevano che doveva essere. Ma siccome è stato accertato che un ignoto malfattore che si è aggirato, e che forse ancora si aggira nelle stanze dell’Amministrazione Comunale di Follonica, ha commesso il reato di abuso di ufficio (agevolando una certa società), ad insaputa di tutti, Saragosa compreso, crediamo che l’attuale giunta e consiglio non faranno fatica ad annullare le delibere illegittime, in via di autotutela, come indicato nel provvedimento del GIP. Non faranno fatica ad annullarle perché hanno dichiarato pubblicamente di non aver mai voluto consentire la vendita delle foresterie come case di abitazione (Saragosa non più di un anno fa dichiarava che avrebbe vigilato al Catasto!). D’altro canto gli attuali amministratori della cosa pubblica non potranno ignorare che, secondo le conclusioni dei magistrati, la delibera 58 del 2001 del Consiglio Comunale di Follonica, proposta e sottoscritta dall’Assessore all’urbanistica Saragosa, è un abuso di ufficio, così come e forse di più tutti gli atti successivi dal 2003 al 2006 in particolare (siamo sicuri allora che il reato sia prescritto?). Pertanto noi Comunisti Italiani chiediamo pubblicamente e ufficialmente che la delibera illegale e quelle successive collegate, siano annullate perché contrarie alla legge penale. Se ciò non fosse, se la classe dirigente politica di ora, come di allora, non fosse in grado di esaminare oggettivamente la situazione e di assumersi le proprie responsabilità, sarebbe indegna di continuare a governare la città, perché chi amministra lo deve fare in nome e nell’interesse pubblico e trasparente di tutti i cittadini e non nell’interesse privato e nascosto di questa o quella società.
Follonica 02.05.2008 |
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