Partito
dei Comunisti Italiani - Federazione di GROSSETO
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COMUNE DI GROSSETO NO ALLA COMUNITA' |
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L'intervento del Capogruppo dei Comunisti Italiani Fiorenzo Linicchi nel Consiglio Comunale del 9 giugno 2008 |
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La suddivisione del territorio regionale in tre mega zone, non omogenee dal punto di vista della popolazione residente, comporterà i soliti scompensi nelle aree più vaste come estensione ma con minore densità di abitanti come la nostra. Questo già lo riscontriamo quotidianamente, da anni, su tutta una serie di questioni come per esempio sulla sanità, sull'Aeroporto Civile, sulla viabilità stradale (intendo quella trasversale - 2 MARI) o su quella ferroviaria, sistematicamente falcidiata ogni anno, o su tutta una serie di servizi come quello postale od altro. Tutta una serie di campi dove paghiamo da anni, logiche aziendali molto più attente alle metropoli toscane e molto poco ai cittadini residenti in aree come la nostra provincia. Esprimiamo forti perplessità sulla convenzione. Perplessità sul nuovo statuto al quale appena si accenna e che sarà varato successivamente, ma che già manifesta incertezza sul numero dei membri del nuovo CDA, Presidente, Direttore, staff del direttore, consiglieri, collegio revisore e segreterie varie, lasciando presagire che ancora una volta non si è tenuto conto dei buoni consigli, lanciati in questo caso dalla stessa Giunta Regionale, che suggeriva di attuare il numero minimo di Consiglieri, mentre nell’atto emerge la volontà di costituirne da un minimo di quattro ad un massimo di otto. E non sta scritto da nessuna parte che questa nuova creatura andrà a sostituire tutti i vari ATO già in piedi, quindi i nuovi enti affiancheranno le strutture esistenti, finendo per diventare uno dei tanti carrozzoni dove piazzare i vari politici in esubero, con tutti i costi derivanti che verranno riversati nelle casse pubbliche delle varie amministrazioni e quindi dei cittadini, i quali rischiano fortemente anche in questa occasione di vedersi aumentare le tariffe, ricevendo in cambio un servizio peggiore. Tutto questo, mentre il contenimento dei costi della politica è uno degli argomenti oggetto di attenzione e dibattito nazionale e locale. Oltre a questo più che prevedibile problema economico, da non trascurare anche le varie incognite derivanti dalle sovrapposizioni della nuova ATO, nelle competenze e sulle strategie da attuare. E’ lecito immaginare e prevedere che le aspettative e le necessità del nostro territorio potrebbero non coincidere con quelle degli altri due capoluoghi di provincia o degli altri singoli comuni. Rischiamo allora, con l’approvazione di questa convezione, non solo di porci lontani dalle reali esigenze del territorio quali, la raccolta differenziata spinta porta a porta, la riduzione dei rifiuti, il loro riciclo e il recupero, ma di avviare, come sta già accadendo, una gestione di prevalente interesse economico che, già ora, nella sola nostra provincia ha un giro di affari intorno ai 50 milioni di euro. Allora c’è da chiedersi sul piano dei rifiuti, quali saranno le scelte operative finali, quelle dell’ATO regionale, o varrà quanto in precedenza deciso dalle varie Ato locali ? A quale logica esse faranno rifermento, alle DIRETTIVE EUROPEE che considerano il bruciare i rifiuti solo l’estrema ipotesi, privilegiando altri sistemi con forte differenzazione e smaltimento a freddo, oppure ci convertiremo alla via più breve e più vantaggiosa solo per alcuni, dei cogeneratori ??? E’ forse utile ricordare, se qualcuno se ne fosse dimenticato, che, sia il Piano Provinciale dei Rifiuti, adottato dalla Provincia di Grosseto nel 2002, (votato anche dai Comunisti Italiani), che il Piano Industriale dell’Ato non prevedevano nessuna forma di incenerimento ma piuttosto affermano “che il ciclo dei rifiuti si chiuderà utilizzando le più innovative e moderne tecnologie”. In una successiva delibera della Giunta Provinciale del 2005 si evince la sottoscrizione di un accordo con Siena per bruciare circa 90 mila tonnellate di Cdr a Scarlino per l’autosufficienza dello stesso impianto. Ora, considerando che la Provincia ha una raccolta differenziata in caduta libera, siamo infatti solo al 28% contro il 35% dello scorso anno, e che il previsto impianto delle Strillaie, arriverà a produrre solo 40 mila tonnellate di Cdr la domande inquietante è: “dove troviamo le altre 50 mila tonnellate visto che Siena chiude il proprio ciclo bruciando a Poggibonsi e Arezzo brucia nel suo impianto ? Arriva la sorpresa: circa 20 mila tonnellate di Cdr giungeranno dalla Val di Cornia alle quali verranno sommate altrettante tonnellate di biomasse ed ecco che entra in gioco la famosa “reciprocità” che tradotta significa che: in cambio del loro CDR che noi bruceremo a Scarlino, loro ritireranno le ceneri dell’impianto per depositarle nella discarica di Piombino. Tutta una serie di operazioni che, inseguendo un business economico, disattendono gli impegni presi e prevedono l’utilizzo dell’inceneritore di Scarlino, impianto tutt’altro che moderno che ha sempre lavorato prima la pirite ed in seguito trasformato per bruciare biomasse. Impianto che, come tutti gli inceneritori, per 30 anni libererà nell’aria del nostro territorio, diossine e furani, sostanze altamente cancerogene e impossibili da filtrare anche dai più sofisticati sistemi di abbattimento. Detto ciò sembra chiaro che entrare nella “Comunità di ambito Toscana Sud” non ha nessun senso. Ci mette di fronte a rapporti assai discutibili e poco chiari con altri Enti, non giova alla salute, non porterà nessun beneficio economico, mira a incrementare i rifiuti e non la raccolta differenziata, ci riporta indietro nel tempo utilizzando l’inceneritore piuttosto che innovativi sistemi di Trattamento Biologico “a freddo”, ci impegna in una spesa imprevedibile con un piano industriale che non rispecchierà l’impostazione del piano della nostra provincia e crea l’ennesima struttura con presidenze, direttori, consiglieri, sindaci revisori e dipendenti che ha il sapore di un altro ente assistenziale per ” politici da ricollocare”. Quindi per concludere, troppi sono i punti interrogativi e le incongruenze in questa operazione, motivi questi, che inducono il gruppo dei Comunisti Italiani - Sinistra Grossetana ad esprimere un voto negativo. vai su http://stream.comune.grosseto.it/ per vedere l'intervento registrato
Grosseto,
29
gennaio 2008 |
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