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COMUNE DI GROSSETO
 

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presentata dal PDCI

PER LA SICUREZZA

SUI LUOGHI DI LAVORO

L'intervento del Capogruppo dei Comunisti Italiani Fiorenzo Linicchi nel Consiglio Comunale del 2 ottobre 2008


Discutiamo oggi questa mozione presentata nel giugno scorso in occasione della "Giornata di Mobilitazione Nazionale" indetta dal Partito dei Comunisti Italiani.

La tragica sequenza delle morti sul lavoro ha assunto negli ultimi tempi una dimensione davvero drammatica: un vero e proprio bollettino di guerra, indegno per un paese civile che osa presentarsi come tra i “grandi” del mondo.

la situazione degli incidenti sul lavoro, in particolare di quelli mortali, si caratterizza, in questo periodo, per un ulteriore incremento di eventi che evidenziano quanto ci sia ancora da fare.
La sicurezza sul lavoro è, purtroppo, ancora oggi una variabile dipendente del profitto ed i lavoratori perdono la vita mentre lavorano ad un livello salariale tra i più bassi d’Europa.
Certo che quanto deciso qualche mese fa dalla Legislazione Europea, l’aumento da 48 ore settimanali a 60 o 65 ore che potranno essere superate da singoli dipendenti o nel caso di convenzioni collettive, rischia di far girare ancora all’indietro la ruota della storia, riproponendo epoche in cui nelle fabbriche si lavorava 14 ore e non fa che aggravare le già precarie condizioni di sicurezza.
Il tema della sicurezza sul lavoro per noi Comunisti Italiani, è al centro dell’azione politica nazionale e locale, nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni e nella società. Da sempre e con forza chiediamo:

Più controlli da parte dell’apparato di vigilanza.

Il rispetto delle normative antinfortunistiche.

Rigore e trasparenza nella filiera degli appalti.

Più formazione e prevenzione sul fattore rischio.

Più tutele e poteri ai Rappresentanti dei Lavoratori sulla Sicurezza sul lavoro RLS

Il rispetto e la piena applicazione del testo unico sulla Sicurezza sul lavoro.

Anche il nostro territorio, la nostra provincia non può purtroppo ritenersi estranea a queste sciagure.

E’ doloroso ricordare la tragica fine fatta dai lavoratori Massimo Guidarini alla Fornace di San Martino e dal povero Fabrizio Pieretto, cosi come Martin Doru nella recentissima tragedia di Scarlino e purtroppo la lista rischia d non essere mai aggiornata. Proprio su Scarlino abbiamo appreso in questi giorni dalla Magistratura cose agghiaccianti.
 E’ altrettanto disgustoso quanto messo in scena dopo che le tragedie si sono consumate. Forti proteste, indignazione, rabbia, dichiarazioni, proclami … Ministri e politici tutti a fare passerella davanti alle telecamere, … poi dopo qualche giorno tutto torna alla tragica normalità: o meglio per un paese che si dichiara civile, meglio sarebbe definire Anormalità, dove come primo capitolo, il più importante, ricompare il PROFITTO e il non rispetto delle regole. La persona, la dignità, e persino il valore della vita tornano ad essere cosa secondaria, relativa.
 Non a caso Confindustria si dimostra molto accanita contro quanto emanato dal precedente governo di centro sinistra, … perché anche i padroni nelle tragedie fanno lacrime di coccodrillo … ma poi non vogliono mai pagare.
Il risparmio ottenuto sulla mancata applicazione sulla sicurezza, coprirà senz’altro il costo degli avvocati e dei risarcimenti, in galera non andrà nessuno. Nessun responsabile ha mai pagato. Nessuno ha reso giustizia alle vittime del lavoro, … e con indulti, depenalizzazioni, sospensione dei processi, prescrizioni e tutta una serie infinità di cavilli legali, la giustizia che verrà, se verrà, non restituirà mai ai propri cari chi è morto sul lavoro, tanto lo strazio delle morti non si paga, e neanche le lacrime degli orfani e delle vedove.

Questa mozione, richiamandosi al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del dicembre 2007, va a chiederne la sua applicazione su punti particolari. In Commissione alcuni colleghi Consiglieri la hanno giudicata carente, perché fa poco riferimento al Decreto Legislativo del 9 aprile scorso, o lacunosa per quanto concerne la FORMAZIONE o la PREVENZIONE.
Certo, con una mozione potremo chiedere di tutto quanto di più,… richiamare impegni diretti a questo o quel soggetto, come la ASL a fare più controlli, ma sappiamo tutti le insufficienze di organico e se vogliamo organizzative, dell’Azienda Sanitaria, così come difficilmente otterremo un aumento degli organici degli Ispettori ASL, i Tecnici della Prevenzione deputati ai controlli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, oppure un controllo a tappeto sull’orario effettivo di lavoro nelle imprese e sul lavoro nero. No, sarebbe troppo.

Forse dovremmo chiedere all’attuale Governo di pensare meno a proteggere gli affari di famiglia, e trovare il tempo e il modo di adottare iniziative urgenti tese a far scorrere interamente le graduatorie regionali attualmente in vigore assumendo la totalità degli idonei dei concorsi di ispettori, affinché il personale risultato idoneo, possa essere immediatamente assunto al fine di divenire subito operativo e realizzare i controlli.

 La mozione, non può abbracciare tutte insieme le problematiche sulla sicurezza come riconosciamo sarebbe necessario … certo lo potrebbe fare … ma pensiamo che così si ridurrebbe solo a lanciare appelli ai vari Enti o al Governo, finendo per perdere effetti immediati.

Questa mozione vuole produrre effetti reali, praticabili tempestivamente.

Dare un apporto nello specifico per quanto concerne il ruolo degli Enti Locali, quindi anche il nostro, nell’azione diretta su quanto espresso nelle ultime modifiche della normativa (la legge 3 agosto 2007 n° 123 e suoi decreti attuativi in particolare il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 dicembre 2007 pubblicato nella G.U. n°31 del 6 Febbraio 2008) sulla sicurezza e la salute nel lavoro, che consentono un ruolo più incisivo per le amministrazioni regionali ed un coinvolgimento più diretto degli enti locali soprattutto sul versante del coordinamento, della valutazione, del monitoraggio, della vigilanza e della prevenzione all’interno delle politiche per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

In più fa anche un forte richiamo all’Ente nel campo degli appalti pubblici di propria competenza.

Riteniamo fondamentale imporre il dibattito a tutti i livelli su problematiche così importanti per ottenere miglioramenti sia dal punto di vista delle regole che del loro rispetto nel campo del lavoro e per uno dei diritti più importanti per tutti gli uomini e tutte le donne che lavorano.

vai su  http://stream.comune.grosseto.it/ per vedere l'intervento registrato

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TESTO INTEGRALE:

Premesso che:

 - il tema della sicurezza sul lavoro deve essere posto al centro dell’attenzione e dell’azione politica e amministrativa anche dagli enti locali, ognuno per le proprie competenze, visto che si verificano quotidianamente nuovi incidenti ed infortuni, in particolare quelli mortali hanno raggiunto livelli insostenibili (in media, in Italia, muoiono quattro lavoratori al giorno ogni anno );

 - che è stata approvata una nuova normativa che potrebbe consentire nuovi interventi più efficaci anche per le amministrazioni regionali; 

Visti dunque:

 - il decreto legislativo 19 settembre 1994 n° 626;

- la legge 3 agosto 2007 n° 123 e suoi decreti attuativi in particolare il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 dicembre 2007 pubblicato nella G.U. n°31 del 6 Febbraio 2008;

 Rilevato, inoltre, il ruolo attribuito alle regioni in tema di coordinamento di molte attività relative alla sicurezza sul lavoro, la sua partecipazione attiva in tutto il sistema istituzionale nazionale sul tema in oggetto;

 Vista l’importante mole di compiti dei Comitati regionali di Coordinamento, in particolare le molte funzioni con risvolti territoriali;

 Constatato, anche, il ruolo degli enti locali Comuni e Province attraverso le loro associazioni (ANCI-UPI);

 Esprime

La volontà di evitare che vi siano ulteriori ritardi o comunque rallentamenti nell’affrontare con forza tutte le questioni inerenti la lotta agli infortuni e alle malattie professionali in tutti i luoghi di lavoro a cominciare dagli adempimenti previsti dalle nuove norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. 

IMPEGNA la Giunta Comunale:

 - a sollecitare l’ANCI/UPI a nominare i loro rappresentanti all’interno del Comitato regionale di coordinamento (nel caso non sia stato fatto);

- a predisporre tutte le azioni e gli strumenti per sensibilizzare e sollecitare l’amministrazione regionale, alla luce della nuova normativa nazionale, affinché diventi pienamente operativo il Comitato regionale di coordinamento così come previsto dal D.P.C.M 21-12-07 già citato, nel minor tempo possibile;

 - a svolgere un ruolo attivo attraverso la predisposizione di tutti gli atti e strumenti necessari affinché sia assicurata la partecipazione attiva dell’Amministrazione Comunale con particolare riguardo alle funzioni del Comitato di cui sopra che interessano ed investono le analisi, le programmazioni, le specificità e gli accordi territoriali;

 - alla valutazione, negli appalti pubblici di propria competenza, delle offerte sulla base della congruità del valore economico dell’offerta, sia con riferimento al costo del lavoro che a quello della sicurezza, il quale va indicato in maniera specifica, innanzitutto tenendo conto delle tabelle predisposte dal ministro del lavoro sulla base dei valori scaturenti dalla contrattazione collettiva e dalle norme in materia previdenziale e assistenziale; nonché vigilare affinché sia rispettato il divieto di ribasso d’asta per i costi relativi alla sicurezza (art. 8 legge n. 123 del 2007); 

                          Cons. Fiorenzo Linicchi  Capogruppo Comunisti Italiani – Sinistra Grossetana

 Grosseto, 2 ottobre 2008  

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