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PITIGLIANO
 

NO ALLA COMUNITA'

DI AMBITO TOSCANA SUD

Dichiarazione di Marco Bianchi Capogruppo dei Comunisti Italiani al Comune di Pitigliano.


Mentre il contenimento dei costi della politica è uno degli argomenti  oggetto di attenzione e dibattito nazionale e locale ecco la nascita di un nuova struttura denominata “Comunità di Ambito Toscana Sud” che si occuperà della gestione dei rifiuti di tre province, ovvero, Arezzo, Siena e Grosseto. Ogni Comune delle tre province parteciperà con una quota stabilita in base agli impianti presenti sul territorio, alla produzione dei rifiuti e alla capacità di effettuare la raccolta differenziata. Le quote dei Comuni partecipanti saranno riviste periodicamente alla scadenza di ogni anno ed ogni Comune conterà, all’interno dell’assemblea, in misura proporzionale alla propria quota. Cosicché è lecito immaginare e prevedere che il comune di Pitigliano (0,08%), all’interno dell’assemblea, conterà come una goccia d’acqua caduta in mare e considerando, tra l’altro, che le aspettative e le nostre necessità potrebbero non coincidere con le esigenze dei tre capoluoghi di provincia rischiamo, con l’approvazione di questa convezione, non solo di essere lontani dalle reali esigenze del territorio quali, la raccolta differenziata spinta porta a porta, la riduzione dei rifiuti, il loro riciclo e il recupero, ma di avviare, come sta già accadendo, una gestione di prevalente interesse economico che, già ora, nella sola nostra provincia ha un giro di affari  intorno ai 50 milioni di euro.

Non dimenticando mai che, sia il piano provinciale dei rifiuti, adottato dalla provincia di Grosseto nel 2002, che il Piano industriale dell’Ato non prevedevano e non prevedono nessuna forma di incenerimento ma piuttosto affermano “che il ciclo dei rifiuti si chiuderà utilizzando le più innovative e moderne tecnologie”, si vuole ,inseguendo un business economico, disattendere gli impegni presi utilizzando l’inceneritore di Scarlino che tutt’altro che moderno ha sempre lavorato prima la pirite ed in seguito è stato trasformato per bruciare biomasse e come tutti gli inceneritori  libererà nell’aria diossine e furani, che non vengono filtrati neanche dai più sofisticati sistemi di abbattimento.

In una delibera della giunta provinciale del 2005 si evince la sottoscrizione di un accordo con Siena per bruciare circa 90 mila tonnellate di Cdr a Scarlino per l’autosufficienza dello stesso impianto. Ora considerando che la Provincia ha una raccolta differenziata in caduta libera, infatti, siamo solo al 28% contro il 35% dello scorso anno e la produzione di Cdr che dovrebbe partire nell’impianto delle Strillaie tra un paio di anni, arriverà a produrre solo 40 mila tonnellate di Cdr la domande inquietante è “ma dove troviamo le altre 50 mila tonnellate visto che Siena chiude il proprio ciclo bruciando a Poggibonsi e  Arezzo  brucia nel suo impianto ? Arriva la sorpresa: circa 20 mila tonnellate di Cdr proverranno dalla Val di Cornia alle quali verranno sommate altrettante tonnellate di biomasse ed ecco che entra in gioco la famosa “reciprocità”  che tradotta significa che in cambio del loro CDR, che noi bruceremo a Scarlino, loro ritireranno le ceneri dell’impianto per depositarle nella discarica di Piombino.

Detto ciò sembra chiaro che entrare nella “Comunità di ambito Toscana Sud” non ha nessun senso, non giova alla salute, non porterà nessun beneficio economico, mira a incrementare i rifiuti e non la raccolta differenziata, ci riporta indietro nel tempo utilizzando l’inceneritore piuttosto che innovativi sistemi di Trattamento Biologico “a freddo”, ci impegna in una spesa imprevedibile con un piano industriale che non rispecchia l’impostazione del piano della nostra provincia  e crea l’ennesima  struttura con presidenze, direttori, consiglieri, sindaci revisori e dipendenti che ha il sapore di un altro ente assistenziale per” politici dismessi”.

Per tali motivi il voto che esprimo è negativo. Troppi sono i punti interrogativi e le incongruenze. 

Pitigliano, 29 maggio 2008  

 

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