Partito dei Comunisti Italiani - Federazione di GROSSETO   
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COMUNE GROSSETO

MORTI BIANCHE

INTITOLIAMO STRADE E PIAZZE CON NOME E COGNOME
AI MORTI DEL LAVORO

 

Dichiarazione di Marco Barzanti Segretario Provinciale dei Comunisti Italiani


 Sui problemi del lavoro è assordante il silenzio della politica e soprattutto è assordante la mancanza di risposte e fatti contro questo continuo stillicidio di omicidi dobbiamo passare dalla costernazione a fatti concreti, per evitare con l'inutilità dell'ennesima morte il moltiplicarsi del dolore. Ancora morti, ancora feriti, ancora persone, famiglie nel dolore. Tutti gli anni la politica, gli amministratori si indignano per la morte di un lavoratore.

Si mobilitano scioperi, dibattiti sul momento, poi il dolore, le responsabilità, gli atti da compiere immediatamente si sopiscono e le famiglie dei lavoratori spesso vengono lasciate sole ad affrontare i processi contro le aziende, che non vogliono pagare la loro irresponsabilità e colpevolezza, cercando di addossare la colpa della morte del lavoratore allo stesso.

I controlli non sono sufficienti, gli ispettori anche, è urgente creare una task-force, con le forze dell’ordine, su ogni tipo di cantiere e attività per colpire tutte le aziende che mettono a rischio la vita umana, che sfruttano i lavoratori. Spesso le aziende pagano il silenzio del lavoratore perché non denunci l’infortunio, cercano di proteggere la propria immagine senza intervenire, investendo sulla sicurezza del luogo di lavoro. A pagare sono tutte le categorie dei lavoratori: la sicurezza non paga, bensì costa ai datori di lavoro.

Costa un prezzo che molti politici a destra come nel Partito Democratico fanno passare come un costo eccessivo, come un costo da abbassare. La dignità e la vita umana non hanno prezzo. Il nostro impegno è concentrato nella difesa della dignità del lavoro, lavoro che deve tornare a essere  il fulcro della politica, l'obbiettivo principale di ogni democrazia. “La responsabilità primaria del governo e' di mantenere l'economia a livelli di piena occupazione. La soluzione non può arrivare semplicemente da una maggiore “flessibilità del mercato del lavoro che ormai e' diventata quasi una formula in codice per dire salari più bassi e minore sicurezza del posto di lavoro”.

Questi pensieri non sono di un pericoloso bolscevico come direbbe qualcuno, ma di Joseph E. Stiglitz, professore di economia alla Columbia University, premio nobel per l'economia nel 2001, ex consigliere di Clinton, ex vice presidente della Banca Mondiale. Perché far pagare ai lavoratori il disprezzo per la legalità? Come in qualsiasi società civile i datori di lavoro hanno l'obbligo giuridico, se non interessa loro quello morale, di assicurare ai lavoratori le migliori condizioni per la loro sicurezza, per evitare pericoli.

La Regione Toscana detiene un non invidiabile record sugli incidenti e sulle morti bianche nel mondo del lavoro. Nonostante l'impegno della politica e il nostro in particolare sull'estensione dei diritti in agricoltura, la proposta contro i subappalti, la sicurezza contro le cadute dall'alto in edilizia, contro il lavoro precario con una nuova proposta di legge nazionale.

Ma la politica di oggi è ancora troppo distante dai problemi concreti del mondo del lavoro. Dobbiamo cambiare strada, riaffermando la necessità di estendere più diritti possibile a tutti i lavoratori e non il contrario; applicando e facendo applicare davvero la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e non chiudendo un occhio.

Per questo c’è bisogno di un segnale e di una coscienza politica nuova, chiediamo e proponiamo ai sindaci dei Comuni grossetani, al Presidente della Provincia di Grosseto, di intitolare strade e piazze con nome e cognome a tutti i morti del lavoro.

Grosseto, 24 novembre 2009 

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