Partito dei Comunisti Italiani - Federazione di GROSSETO   
Via D'Azeglio n. 3 -  tel. 0564 24858 - 
e-mail: comunisti_italiani@yahoo.it

L'On. Marco RIZZO
candidato del Pdci
alle Elezioni Provinciali
di Grosseto

Marco RIZZO su AUTOSTRADA TIRRENICA ... >>>

   
Ecco Rizzo: "Noi la vera sinistra"

Il partito lancia la corsa alle Provinciali: "Aperti a Prc e Idv, insieme saremmo una forza"
Noi la vera sinistra" "No alla deriva centrista del Pd"


GROSSETO - Di fronte a una "crisi di sistema", che investe il Paese nel suo insieme "ma anche questa provincia", il progetto per una nuova sinistra "è la vera e unica alternativa". Ne è convinto Marco Rizzo, notissimo eurodeputato del Pdci e da ieri ufficialmente il terzo candidato alla presidenza della Provincia di Grosseto. La presentazione è avvenuta nella sede del partito da parte di un emozionato Marco Barzanti, alla presenza di tanti militanti. Una candidatura, quella di Rizzo, annunciata a più riprese e che a questo punto spariglia davvero le carte delle elezioni amministrative più incerte che questa provincia abbia mai conosciuto. Bersaglio prediletto delle considerazioni di Rizzo e Barzanti è stato il Pd. Al partito di Marzio Scheggi, il segretario del Pdci ha attribuito la "totale responsabilità" della rottura "di un'alleanza che è andata avanti per quindici anni". Certo, con alti e bassi - ha ammesso lo stesso Barzanti - ed ora che il rapporto si è rotto "emerge chiaramente che avevamo ragione noi su tante questioni", a partire - secondo il Pdci - da quella che più ha diviso gli animi: i rifiuti e il cogeneratore. Barzanti ha spiegato che i Comunisti "sono stati costretti a correre da soli per non inseguire il Pd verso la sua deriva centrista°. Il Pdci è però convinto che Marras e il Pd, con questa operazione, "perderanno voti al centro e a sinistra" dove da ieri "c'è la vera alternativa". E Marco Rizzo non si è sottratto. Ha contestato al Pd di non poter fare opposizione al Governo Berlusconi "perché i suoi riferimenti fondamentali sono i poteri forti" e anche sul territorio "non c'è mai stata alcuna pregiudiziale da parte nostra, ma è nel confronto di merito che abbiamo trovato le differenze". Da qui la sfida della sua candidatura a presidente "in una provincia che conosco bene e a cui mi lega un rapporto di particolare affetto con la famiglia Barzanti". Rizzo e il Pdci fanno sul serio. Si rivolgono al mondo della sinistra comunista, ma anche all'Italia dei Valori: "Insieme - ha detto Rizzo potremmo costruire un reale percorso di rottura". Ma perché proprio in Maremma, dove i rapporti di forza tra Pd e Pdl sono vicinissimi? Insomma, la corsa in solitario non mette maggiormente a rischio le possibilità di vittoria del centrosinistra? Per Rizzo la risposta è semplice: le alleanze-ammucchiata contro Berlusconi "le abbiamo già sperimentate e hanno provocato l'effetto opposto". A questo punto serviva "un chiaro progetto di sinistra, per parlare al cuore degli elettori che ormai sono mobili ovunque". E se Rifondazione non dovesse starci? Nessun problema: "Manterremo il dialogo coi dirigenti fino al tempo utile per la presentazione delle liste; dopo, il percorso dell'unità proseguirà: parleremo direttamente agli elettori e vedremo chi ha più filo da tessere...".

Nessun possibile passo indietro, dunque, da parte dell'europarlamentare anche laddove Rifondazione dovesse proporre una candidatura diversa. "Rizzo - ha detto chiaro l'interessato - è un nome e un programma. Sappiamo bene che la sfida è difficile perché in questo territorio ci battiamo con una destra forte e con un Pd che, per quanto sia in crisi, resta per tante persone in buona fede il riferimento a sinistra. Per questo chiediamo anche al Prc di stare dentro questa prospettiva unitaria e di alternativa".

Il candidato alla presidenza della Provincia si è anche soffermato su alcuni punti chiave su cui imposterà la campagna elettorale. Dai temi del lavoro ("Oggi - ha detto c'è un processo di proletarizzazione della società italiana e quanta colpa ha il Pd sulla precarietà?") a quelli del rapporto tra lavoro e ambiente. Chiaro il riferimento al cogeneratore, che per Rizzo "segna l'approccio sbagliato al problema, nel solco della monetizzazione dei rifiuti". Infine la viabilità. Rizzo ha ribadito la contrarietà all'autostrada tirrenica, ma di fronte alla scelte compiute "serve realismo. L'autostrada ci sarà e allora noi ci batteremo perché il pedaggio sia gratuito per i residenti; perché sia completata anche la Due Mari e perché si potenzi il trasporto ferroviario".

Che la sfida sia serissima, Rizzo lo ha confermato tirando fuori dal portafogli un vecchio ritaglio di giornale. E' uno stralcio della lettera che Orazio Nelson, il grande ammiraglio inglese che affondò la flotta di Napoleone nella battaglia di Trafalgar morendo in combattimento, scrisse alla sua amante. "Leale Emma - scriveva - mi odieresti se restassi indietro quando dovrei andare avanti". "Ecco - ha chiosato Rizzo - io non torno indietro".
Re.Pol.

Rizzo: «Un'alleanza contro il Pd»
Comunisti Italiani, il candidato «eccellente» alla Provincia


LAVORO, il rapporto di esso con l'ambiente e la viabilità. Sono i punti della proposta di Marco Rizzo, europarlamentare dei Comunisti Italiani, che il Partito di Marco Barzanti lancia nell'agone politico per le prossime provinciali come aspirante alla presidenza. Una candidatura «pesante». Un terzo incomodo che farà più male a Leonardo Marras che ad Alessandro Antichi: Rizzo ha dichiarato di rivolgersi a tutto il popolo di sinistra. Rizzo, alla prima da candidato, ha mostrato una certa conoscenza delle problematiche maremmane. «Ho un rapporto particolare con questa terra - ha ammesso -. Non mi candiderò alle Europee e per questa ragione ho accettato la sfida di Grosseto, ove si è concretizzata una estromissione da parte del Pd a danno dei comunisti». Poi a ruota libera sui rifiuti, il

lavoro e naturalmente sull'autostrada «per la quale è necessario porre dei paletti; il costo non deve gravare sui cittadini e il pedaggio sia gratuito per i maremmani». Infarcita da una citazione di Orazio Nelson, Rizzo ha ribadito come la visione che l'ha spinto in questa competizione sia di natura progettuale. «Sono l'unica alternativa e non tornerò indietro. Lancio un appello a Rifondazione per la costruzione di un polo insieme all'Italia dei Valori. C'è una destra forte e un Pd in crisi. Grosseto può essere quel laboratorio politico dove compiere l'esperimento con Idv». Tale alleanza indebolirà il Pd? «Certo - risponde Rizzo - ma dobbiamo svelare l'inganno di questo partito. Questo è l'unico modo per farlo. L'obiettivo minimo è raddoppiare i voti delle politiche e se Idv viene con noi potremmo anche arrivare al ballottaggio, segnando la fine del Pd doppiogiochista». Marco Barzanti lancia un messaggio a Rifondazione. «La finestra e la porta sono sempre aperte. Siamo disposti a lavorare su un programma e liste unitarie in maniera paritaria con tutti coloro che accettano di stare dentro il nostro progetto». Il dado è tratto. La riscossa della sinistra pure.
Carlo Sestini

«L’unica sinistra siamo noi» Marco Rizzo (Pdci) apre a Rifondazione e Di Pietro
Si candida contro Marras e Antichi puntando sul lavoro e sull’ambiente
«L’autostrada? Che almeno sia gratis»


GROSSETO. «Leale Emma, naturalmente mi odieresti se restassi indietro invece di andare avanti». Cita una lettera dell’ammiraglio Horatio Nelson all’amante, Marco Rizzo, candidato del Pdci alla presidenza della Provincia di Grosseto, per dire che indietro, con la sua candidatura, non si torna, anche se le porte del Pdci restano aperte a Rifondazione e a Italia dei Valori. L’obiettivo minimo è raddoppiare i consensi ottenuti in Maremma dalla Sinistra Arcobaleno nel 2008.

«Noi siamo l’alternativa - ha detto Rizzo presentando la sua candidatura - e l’esperimento, a Grosseto, è questo: svelare l’inganno politico del Pd che non è più una forza della sinistra». Marco Rizzo sfiderà Marras e Antichi per dimostrare che c’è un’opposizione alternativa al centrodestra, ma anche al progetto del Pd che i Comunisti italiani definiscono fallimentare. La candidatura è stata introdotta dal segretario provinciale Marco Barzanti, che ha riassunto la scelta del Pd di estromettere i Comunisti dalla coalizione («di grave responsabilità»), spiegando che il Pd sta puntando al centro, ma non prenderà i voti del centro e perderà quelli della sinistra. E Rifondazione? «Non si è ancora schierata perché tiene le porte aperte al Pd ma noi rinnoviamo l’invito a unire le forze».
Rizzo spiega che il progetto del Pd «non ha una grande prospettiva perché punta ad estromettere la sinistra e anche qui a Grosseto abbiamo visto ciò che si è visto altrove. Il Pd non è più una forza di opposizione, l’opposizione in Parlamento la fa Di Pietro, perché il Pd non può farla: i suoi riferimenti strategici sono gli stessi poteri forti (Confindustria e banche) che flirtano col governo». Guardando a Grosseto, Rizzo dà solo alcune linee programmatiche, anche perché, spiega, le porte del Pdci sono davvero aperte alle alleanze e dunque non può esserci un programma già definito. I punti salienti sono il lavoro, che non può più essere precario, il rapporto tra lavoro e ambiente (area industriale di Scarlino) e la viabilità, che Rizzo mostra di affrontare in modo pragmatico pur non nascondendo una contrarietà di fondo all’autostrada: «ma ormai le scelte sono state fatte, l’importante è che il pedaggio non gravi sul traffico locale: gratuità per i cittadini della provincia».

Poi Rizzo rivolge un appello a Rifondazione e a Di Pietro, che sarà a Grosseto il 20 marzo. «Vengano con noi invece che andare con il progetto fallimentare del Pd: insieme possiamo essere un’alternativa reale al centrodestra e al Pd, soprattutto se accettasse Di Pietro, che ha un modo di fare opposizione simile al nostro, potremmo anche andare al ballottaggio e costruire qui un polo alternativo». Ma alternativi a cosa? Rizzo rispolvera la P2 per dire che «il sistema politico italiano si sta involvendo in quel senso», fino ad arrivare a concepire «un unico partito di destra con due correnti, una progressista e una conservatrice».
Enrico Pizzi

 < torna