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Baccetti, della Fondazione Chelli, intervenendo sul tema Englaro è
riuscito a fare un’aberrante ed antistorica equivalenza tra nazismo e
comunismo e non ci fa una bella figura trascorsi pochi giorni come sono,
dall’anniversario della liberazione del campo di concentramento di
Auschwitz ad opera dell’Armata rossa sovietica, che il 27 gennaio del
1945 riportò alla vita 7.000 prigionieri detenuti dai nazisti. Fu il
primo risultato di valore internazionale - ancor prima della liberazione
di Berlino avvenuta sempre ad opera dei sovietici - della strenua lotta
che il comunismo, su scala mondiale e su vari fronti, e anche in Italia,
aveva combattuto contro il fascismo e il nazismo.
Rifletta piuttosto, Baccetti, che vorrebbe dare lezioni di etica
cattolica senza ricordare la richiesta di perdono che il Pontefice
Wojtiwa aveva sentito il bisogno di avanzare alla collettività
internazionale per le responsabilità che la Chiesa cattolica si era
assunta nei secoli praticando inquisizioni, roghi, torture ed
oscurantismo scientifico e culturale. Nessuna lezione, quindi da
accettare sul valore della vita che nessun laico o ateo pensa con
superficialità e senza una propria etica - che peraltro non intende
imporre ad altri - al valore incommensurabile della vita ed alla
gravità della morte.
La vita è da rispettare e tutelare anche quand’essa è fragilissima e
debole. Noi comunisti che non pratichiamo la carità, casomai la
solidarietà di classe, siamo quelli che hanno introdotto i temi e
presentato le proposte di legge per ottenere la tutela di quelle
fragilità come diritti da affermare: sulla salute, chiedendo assistenza
gratuita obbligatoria; sulle età più deboli ricercando con tutto
l’impegno, le tutele contro la mortalità neonatale così come per
allungare e mantenere dignitosa la vita dell’età finale, la vecchiaia,
ci si è battuti per la previdenza qualificata e per un’assistenza degna
di tale nome.
Detto ciò ci preme sottolineare che prima che il povero corpo di Eluana
Englaro servisse al governo Berlusconi per contrapporsi ancora una volta
a decisioni della magistratura, fino al punto di creare un inusitato e
gravissimo conflitto istituzionale e fino al punto di prendersi libertà
verbali sulla Costituzione Repubblicana – la più bella e la più avanzata
d’Europa - per annunciarne cambiamenti e modifiche.
Il corpo di Eluana è servito molto ed a molti per distogliere
l’attenzione dai problemi serissimi e pesantissimi che investono,
aggravati dalla recessione, le famiglie dei lavoratori dipendenti e
salariati. A poco più di un anno dalla caduta del governo Prodi, mentre
siamo costretti a difendere sulle piazze le prerogative del Presidente
della Repubblica, sono state prese nei giorni scorsi, decisioni
gravissime tra Governo e Confindustria con l’appoggio di Cisl, Uil e
del sindacato di destra Ugl, ma contro la volontà della CGIL, il più
grande sindacato italiano, decisioni di cui non si parla. Che investono
il ruolo dei sindacati, che cancellano la contrattazione nazionale del
lavoro, che diminuiscono il salario dei lavoratori perché escludono dal
calcolo dell’inflazione i costi derivanti dall’energia importata
(benzina, gas, ecc.); hanno deciso inoltre il federalismo fiscale che
rischia di dividere l’Italia tra territori ricchi e zone povere.
Non è poco. Così come la discussione sul testamento biologico non è il
“primo” problema in Italia. E’ un problema delicatissimo e con la
serietà e il silenzio necessari sarebbe dovuto essere affrontato. Invece
viene affrontato in termini estremizzati, strumentali e drammatici e
fatto oggetto di una contrapposizione fra poteri a causa delle gravi
ingerenze dello Stato Vaticano sull’operato della giustizia dello Stato
italiano.
Il dramma di Eluana è servito anche al Partito Democratico di Veltroni
per ciò che ha praticato in Parlamento. E’ servito a nascondere la sua
falsa opposizione. Sul federalismo fiscale, di cui non si sa ancora come
saranno ripartite le risorse, il Pd si è astenuto; per i contratti di
lavoro ha scelto di non appoggiare la CGIL che si è tenuta fuori
dall’accordo “indecente”; dal Pd viene data una disponibilità alla
riforma della giustizia, fatta contro i magistrati.
Grosseto, 11 febbraio
2009
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