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TURISMO

 

 LA MAREMMA HA GRANDI POTENZIALITA'NATURALI
 

 MANCANO PERO'

SERVIZI, PROFESSIONALITA' E ORGANIZZAZIONE

Dichiarazione congiunta di Marco Barzanti, Segretario Provinciale Comunisti Italiani
e Alessandra Caponi esperta di turismo e candidata per le prossime Elezioni Regionali per i Comunisti Italiani

Dal punto di vista economico la Maremma potrebbe essere fra le mete turistiche più amate e soprattutto "imperitura", cioè di interesse costante senza dover sottostare alle mode del momento. Ma non è così e non lo è mai stato. La Maremma turistica stenta ad affermarsi, perché non ha una personalità unica e certa da presentare sul mercato e poi perché il rapporto qualità prezzo non è proponibile. In quasi vent'anni non c'è stato un salto di qualità, un cambiamento nella mentalità dei nostri operatori turistici, salvo naturalmente certe eccezioni. La Maremma è terra di natura, di legame con il territorio, di prodotti tipici, di Etruschi, di Parchi Naturali, di storia e di archeologia: tutti argomenti che nel mercato turistico vanno per la maggiore, perché offrono un'immagine di vacanza rilassante ma non pigra, culturale ma aperta alla curiosità di tutti, sana ma non salutistica. Quindi il potenziale è veramente grande, peccato che non trova un'espressione concreta e  convincente per il turista, che è sempre più consapevole e diffidente verso le offerte turistiche da catalogo. Cosa manca alla Maremma per potersi esprimere al meglio e quindi per creare un
giro d'affari che dia lavoro e guadagno ad un numero maggiore di lavoratori rispetto ad oggi? In linea generale manca la mentalità consortile, il credere in quello che si "vende" e il coraggio di investire. Manca di professionalità, di operatori turistici, di strutture alberghiere degne di questo nome e manca di servizi. E' come se il turismo fosse un'attività imposta dall'alto e non nata dalla tradizione del territorio.        

I corsi di formazione che l'Amministrazione Provinciale organizzati per il settore turistico sono poco frequentati, non hanno sbocco professionale, sono scollegati dagli Enti pubblici deputati alla gestione della stagione turistica e finiscono per essere solo un bel business per gli insegnanti, anche se armati delle migliori intenzioni: chi ha frequentato uno degli ultimi corsi di 600 ore per  programmatore di turismo incoming a cui hanno preso parte solo 4 persone, patrocinato anche dall'APT, che tra l'altro non ha fornito nessun collegamento con il mondo degli operatori turistici e degli Enti suddetti: queste persone non sono state nemmeno invitate alla Conferenza Provinciale per il Turismo! Il  ruolo dell'APT come coordinatore e promotore della promozione turistica del Territorio è carente: anche il progetto di affidare gli uffici dell'APT come centri prenotazione e promozione ai Consorzi turistici per ora non ha "lasciato traccia", forse hanno bisogno di tempo. Forse. E dell'aeroporto che si sa? Sembrava affermato il legame con i Charter olandesi, che portavano gruppi in date fisse e con pacchetti che interessavano più categorie di operatori turistici.
Finito anche questo, per motivi di prezzi e di organizzazione.  

Ci siamo interessati per anni del mondo della Strada del vino, un consorzio che riunisce gli operatori che vogliono contribuire alla promozione del territorio con vocazione vitinicola. Il progetto espresso nella legge specifica è molto interessante e soprattutto semplice da realizzare: ognuno partecipa con la sua competenza in collegamento con i colleghi per dare un insieme di programmi  e pacchetti completi al turista.  
Parlando con i singoli soci abbiamo avuto conferma da parte di molti della voglia di realizzare questo piano, ma presto ci siamo resi conto che erano la minoranza e che soprattutto fra questi non c'erano né gli Enti pubblici e nemmeno grandi investitori. I programmi enogastronomici non hanno bisogno di niente di nuovo per essere realizzati, solo di un coordinamento attivo e della promozione.

La Maremma turistica deve impegnarsi a capire che la sua stagionalità è di 11 mesi l'anno, che quindi i prezzi si possono abbassare perché il periodo di introito non deve essere limitato ai due mesi estivi, con i quali si deve guadagnare per tutto l'anno, come in una brutta versione della formica e della cicala.
Impegnare una struttura turistica per un periodo lungo vuol  dire anche avere personale fisso e non stagionale, magari che cambia ogni anno. Vuol dire dare un impulso profondo al mondo del lavoro giovanile, ma anche specializzato. La Maremma deve capire che il rapporto qualità-prezzo deve essere consono al momento storico ed economico: in un territorio dove è complicato già visitare un sito archeologico per mancanza di servizio guida o sorveglianza, oppure fare una degustazione di vino o di olio, in questo territorio i prezzi devono essere "attraenti" non per un élite, che anzi vuole un servizio impeccabile. Il personale turistico a tutti i livelli deve essere professionalmente preparato ad "accogliere", a far sentire il turista a suo agio, a fare così che quando l'ospite torna a casa racconta della sua soddisfazione e della voglia di raccomandare agli amici un soggiorno in questa Terra.  

L'ospite deve sapere sempre dove poter chiedere un consiglio per un pranzo tipico, o per una visita archeologica. Deve cessare il sospetto che ci può essere sempre dietro una fregatura per il "pollo" del momento. Non parliamo poi del turista straniero, che tanto per sentirsi a suo agio, raramente trova operatori che parlano almeno l'Inglese. L'ospitalità offerta deve essere assolutamente di alto livello, facilitata anche dalla grande potenzialità naturale della Maremma, ma non pensata per "pochi intimi", ma per chiunque voglia vivere un'esperienza di contatto diretto con la cultura di questa Terra. Non serve costruire hotel, residence o altri mostri, il numero dei posti letto è più che sufficiente per un turismo di tutto l'anno. Quello che manca è il coordinamento dei vari servizi che utilizza il turista: l'agriturismo, il ristirante tipico, gli scavi archeologici o il Museo, gli orari dei mezzi pubblici o della festa popolare. Tutto dovrebbe contribuire ad un'offerta viva e ricca di un'unica Terra.

Grosseto, 15 marzo 2005  

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